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Alla gentile Attenzione di Adriano Panzironi (quarta puntata, mio malgrado, e spero ultima) PDF Stampa E-mail
Sabato 10 Febbraio 2018 09:11

Milano, 9 febbraio 2018 (notte)

Alla gentile Attenzione di Adriano Panzironi (quarta puntata, mio malgrado, e spero ultima)

Gentilissimo Sig. Panzironi
Ho controllato nell’anagrafe dei professionisti italiani iscritti agli ordini dei medici trovando dodici colleghi con il cognome Piemonte, però nessuno di nome Lorenzo. Quindi, peccando di un eccesso di zelo e presunzione, interpreto l’incipit di una sua lettera come rivolta a me, presupponendo la presenza di un errore di distrazione causato forse da un basso livello del suo glucosio plasmatico.

Le confesso che il venerdì sera, in genere, dedico il mio tempo ad attività ludiche, stile partita a calcetto con amici, un film di fantascienza o partita a Zombicide con i miei figli. Non mi sarà difficile quindi ritagliare un po’ di tempo nel risponderle.

Devo dire che è riuscito a mettere in discussione una mia convinzione profonda. Ho sempre creduto nella statistica per cui diciamo che davanti a una scelta binaria, stile vero o falso, mi aspetto che se uno sa la risposta giusta ha il 100% di possibilità di azzeccarla, se uno non la sa e tira a caso, ha comunque il 50% di probabilità di azzeccare la risposta giusta. Mi è quindi inspiegabile come sia possibile non azzeccare nove affermazioni su nove, perché almeno per la legge del caso mi sarei aspettato un 4 vs 5 o, al limite, 3 vs 6. Ad ogni modo non è mia intenzione rispondere analiticamente a ogni punto, perché lo trovo noioso e francamente inutile. Però voglio provare con la strategia dello shock, cioè darle delle informazioni, poche ma che possano riattivare in lei l’emisfero cerebrale sinistro, quello deputato al pensiero analitico e logico che evidentemente è in uno stato d’ipoglicemia selettiva.

1) Non ci crederà mai, ma la medicina (ufficiale come la chiama Lei, scientifica come la chiamo io) classifica la prevenzione del diabete di tipo 1 in primaria, secondaria e terziaria. La primaria è diretta a soggetti che non hanno segni di autoimmunità o alterato metabolismo, ma semplicemente una predispozione (che per il tipo 1 è genetica). Siccome in questa popolazione non si ha nessuna certezza di sviluppare il diabete di tipo 1, qualsiasi intervento deve essere in primis privo di rischi, soprattutto perché rivolto a bambini anche molto piccoli. Di conseguenza sono stati fatti studi per valutare la comparsa degli autoanticorpi in questi soggetti, tutti studi di prevenzione primaria basati sulla modificazione della dieta, con l’intenzione di interrompere un presunto evento ambientale scatenante l’autoimmunità. Incredibile ma vero, chi l’avrebbe mai detto che a cavallo della fine degli anni ‘80 e l’inizio degli anni ’90, mentre Lei investiva la sua crescita professionale come corrispondente speciale per il TEMPO al torneo di tennis “lo scolapasta d’oro” organizzato dal compianto Ugo Tognazzi (lui sì un raffinato comico), in più di un gruppo di ricerca nel mondo si progettava di capire come modificare la dieta per prevenire la comparsa dell’autoimmunità nel diabete di tipo 1. Lei ci è arrivato qualche decennio dopo ma meglio tardi che mai. Sfortunatamente allora come ora un fattore di rischio specifico inequivocabilmente associato alla comparsa dell’autoimmunità non c’era e di conseguenza si è provato con un certo numero d’ipotesi tra cui l’introduzione del latte vaccino (Studio TRIGR), l’insulina presente nel latte vaccino (studio FINDIA), il glutine (studio BABYDIET), omega 3 (studio NIP), Vitamina D (diversi studi tra cui PREVEFIN e DAISY), per ricordare quelli più rilevanti in termini di numero. Al momento nessuna evidenza consistente di prevenzione è emersa, ma la comunità scientifica mondiale lavora a nuove ipotesi. Sono a dirle che però Life 120 non rientra tra le ipotesi più gettonate, al momento. Ce ne faremo una ragione. Sa, sono studi complicati che coinvolgono centinaia o migliaia di soggetti e durano anni…

2) Non ci crederà mai ma pensi che lo screening e la ricerca degli autoanticorpi nei famigliari dei pazienti con diabete di tipo 1 si fa. Ancora più incredibile chiunque può partecipare e a costo zero per il paziente. Si chiama Trialnet è finanziato da NIH e se è interessato a mandare qualcuno alla nostra attenzione lo può fare semplicemente guardando la procedura in questo sito http://dri.hsr.it/trialnet/
3) Adesso sono un po’ in crisi perché non so se può reggere a questa notizia. Passiamo al diabete di tipo 2. So che ha un’atavica paura dei carboidrati insulinici, come li chiama Lei, che credo come il vaso di pandora rappresentano nel suo immaginario l’origine di tutti i mali. Ma devo dirle un segreto: non solo i carboidrati fanno secernere l’insulina…anche le proteine per esempio attraverso alcuni aminoacidi insulinogenici. Per cui, anche se non si alza la glicemia, ugualmente la carne, il pesce e i formaggi presentano un indice insulinico superiore a quello della pasta, poiché anche l'introduzione di proteine o aminoacidi richiede l'intervento dell'Insulina per gestire tali nutrienti. Non me la sento di andare oltre e spiegarle che la conoscenza dell’immunologia è divenuta molto più complessa e il paradigma Th1/Th2 è un po’ vecchio e ora è integrato da molte altre popolazioni tra cui le Treg e non so per esempio le cellule alfa che possono addirittura trasformarsi in cellule beta etc…

A questo punto però non posso esimermi da darle un dolore. Caro Panzironi, c’è chi osa di più, 120 anni sono troppo pochi, si può fare di più. La concorrenza spinge e grazie alla medicina matabolomica abbiamo un nuovo limite…ebbene sì 150 anni. Mi sa che se non rilancia con un 160 anni mi perde il mercato…ci pensi può farcela magari aumentando un po’ la dose di chiodi di garofano o la curcuma… s’inventi qualcosa insomma…

Siccome è stato così gentile di essere stato breve nella sua risposta (non l’ho presa come una scortesia, anzi…) chiudo anch’io qui permettendomi come sempre un paio di consigli. Non si preoccupi per la mia presunta predilezione per la dieta mediterranea; non ci crederà ma seguo con molta attenzione la letteratura, quella vera intendo, che sta studiando le possibili virtù di altri regimi alimentari. Si deve concentrare piuttosto a spiegare la funzione dei suoi integratori poiché come riportato su tutti i prodotti, seppur in fondo e in piccolo “…LIFE 120 è uno stile di vita e l'integrazione non può essere considerata curativa.”

Secondo, sa… lei può fare molti soldi e avere una certa popolarità, io posso anche giocare una partita in meno a Zombicide il venerdì sera, ma in mezzo ci sono molte persone che le malattie che la medicina secondo Panzironi definisce come curabili o prevenibili, a secondo del caso, le vive in prima persona. Nessuno ha il diritto di giocare sulle loro speranze e sulla loro fragilità.

Lorenzo Piemonti

PS
Mi stavo dimenticando una cosa. Lo stato al mondo con la più alta incidenza di diabete di tipo 1 è la Finlandia, la cui popolazione è famosa per seguire una stretta dieta mediterranea…tutto il resto è noia.

 
Alla gentile attenzione di Adriano Panzironi (seconda puntata) PDF Stampa E-mail
Martedì 23 Gennaio 2018 20:53

Innsbruck, 22 gennaio

Alla gentile attenzione di Adriano Panzironi (seconda puntata)

Mi ritrovo mio malgrado a scriverLe nuovamente nel giro di pochi giorni dalla mia precedente lettera
Sono rimasto molto colpito dall’annuncio di “Cinque mesi per rinascere”. Riporto testualmente dalla sua trasmissione: “….Cinque mesi per rinascere è un reality che coinvolge 10 persone per 23 settimane che saranno tenute in una struttura protetta e dovranno seguire l’alimentazione life 120 l’integrazione e l’attività fisica per 23 settimane e riusciremo a dimostrare durante questo reality con una serie di SPERIMENTAZIONI SCIENTIFICHE e esami come queste persone potranno risolvere le loro patologie migliorando lo stato metabolico….”
Colpito… ! Non dal reality Le confesso. Si è vero che 23 settimane in un ambiente protetto (NB: protetto da cosa?) seguendo l’alimentazione Life120 e l’integrazione con curcuma, chiodi di garofano, cannella, origano, zenzero e pepe nero può essere difficile, ma ci sono ci sono già esempi di reality estremi più affascinanti.

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Lettera aperta del Prof. Lorenzo Piemonti a Adriano Panzironi PDF Stampa E-mail
Domenica 21 Gennaio 2018 10:59

Milano 21 gennaio 2018

Alla gentile Attenzione di Adriano Panzironi

Devo confessarLe che alla fine non sono riuscito ad evitare di scriverLe questa lettera, pur consapevole che Le darà un ulteriore pretesto per aumentare la sua visibilità mediatica e quindi in qualche modo Le farà anche piacere. Le dichiaro fin dall’inizio il mio conflitto d’interessi sono un medico “scienziato”, quello che lei definirebbe un esponente della medicina “ufficiale”, che io invece definisco della medicina basata sul metodo scientifico, lo stesso metodo che le permette per esempio di poter trasmettere la trasmissione “Il cerca salute”, e che ha aumentato l’aspettativa di vita delle persone in Italia agli attuali 83 aa (6 anni in più anche rispetto agli anni ’90).
Ho letto il suo libro “Vivere 120 anni” (ebbene si confesso anche questa debolezza…), catturato da quello slogan “Le verità che nessuno vuole raccontarti”, slogan che per chi fa ricerca è come il miele per le api. Purtroppo Le confesso che non ho trovato niente d’innovativo. Credo che non ci sia niente di più “tradizionale” di dire che la dieta e lo stile di vita siano due fattori essenziali per la salute.

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Legge e diabete, istruzioni per l'uso PDF Stampa E-mail
Domenica 03 Dicembre 2017 05:50

Prologo

L'idea di raccogliere in un'unica pubblicazione le risposte ai molti quesiti legali che interessano il diabete non è nuova.

Avevamo in animo di farlo e da lungo tempo, per concentrare i temi maggiormente trattati, in una sorta di breve compendio, da mettere a disposizione degli iscritti alla pagina Facebook Portale Diabete e sul sito web Portale Diabete.

L'occasione si è presentata con il mese di novembre, notoriamente dedicato al diabete dall'intera comunità diabetica mondiale e in concomitanza con l'annuale giornata di sensibilizzazione cadente per l'anno 2017 il 14 di Novembre.

La conoscenza, aperta a tutti i lettori, delle norme più importanti a tutela del diabete previste dalla nostra legislazione, può essere contenuta in un breve compendio, di facile e pronta consultazione, affinché la persona con diabete conosca diritti e doveri connessi alla patologia, ed abbia conoscenza degli strumenti per poter richiedere ed accedere ai benefici di natura assistenziale, previdenziale ed economica.

E' un primo, piccolo passo tracciato nel solco della informazione, in un mondo ormai proiettato nel web, ove vengono attinte notizie non sempre verificate e non sempre attendibili

Nel “mare magno” delle informazioni, ed animati dallo spirito di condivisione e dalla convinzione, inscalfibile, che conoscere il diritto è il primo dei diritti, offriamo questa pubblicazione a beneficio di chi, nella nostra comunità diabetica, si imbatte ogni giorno nei piccoli e grandi problemi di natura legale legati al diabete.

Milano-Bari, novembre 2017

Umberto Pantanella

Daniela D'Onofrio

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Animas Corporation chiuderà le attività e uscirà dal mercato delle pompe per insulina PDF Stampa E-mail
Giovedì 05 Ottobre 2017 12:58

La Società opererà con Medtronic quale partner selezionato per aiutare a garantire che il passaggio non presenti problemi per i pazienti che utilizzano le pompe per insulina

CHESTERBROOK, Pennsylvania, 5 ottobre 2017 /PRNewswire/ -- Animas Corporation, una delle società di Johnson & Johnson Diabetes Care Companies, ha annunciato oggi l'intenzione di voler interrompere la produzione delle pompe per insulina Animas® Vibe® e OneTouch Ping®, chiudere le attività e uscire dal settore delle pompe per insulina.

Animas ha scelto Medtronic plc (NYSE: MDT), azienda leader mondiale nel settore del diabete, quale partner selezionato per realizzare una transizione senza problemi per pazienti, assistenti sanitari e personale medico. Ai pazienti che utilizzano una pompa per insulina Animas verrà data la possibilità di passare a una pompa Medtronic.

La sicurezza e la continuità delle cure hanno grande importanza e Animas continuerà a fornire assistenza ai clienti, formazione e supporto per le garanzie, comprese le le pompe che sono usate insieme alle pompe per insulina Animas® Vibe® e OneTouch Ping® nel periodo di transizione.

"Siamo consapevoli che i pazienti affetti da diabete si affidano ai nostri prodotti per ricevere cure di importanza cruciale, e vogliamo rassicurarli che saremo con loro in fase di questa transizione," ha dichiarato Valerie Asbury, Direttore Generale di Animas Corporation. "La nostra priorità principale è garantire che i pazienti non vivano salti nella transizione verso Medtronic. Per più di 30 anni, Medtronic è stato un leader globale nella cura delle persone affette da diabete, e siamo sicuri che offriranno un supporto di rilievo ai nostri pazienti e team sanitari che li seguono."

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Oltre la glicemia PDF Stampa E-mail
Martedì 22 Agosto 2017 07:40

Il buon controllo della malattia diabetica è condizione indispensabile per prevenire le complicanze acute e croniche e/o l’evoluzione delle stesse. Il  diabete è una malattia complessa, che non è definita dal semplice valore della glicemia. Spesso ed erroneamente si pensa invece al diabete come ad una condizione morbosa caratterizzata  esclusivamente da un valore elevato della glicemia e di conseguenza ci si limita semplicemente al controllo del tasso ematico di glucosio (quasi sempre poi solamente a digiuno), ritenendo in questo modo di aver assolto al proprio dovere di paziente.

NON È COSÌ
La malattia diabetica è stata paragonata ad un ICEBERG, di cui vediamo solo la parte che emerge (circa un decimo), mentre il resto (cioè i nove decimi) rimangono sommersi sotto l’acqua. Dunque altri parametri vanno valutati al momento del “tagliando” o controllo della macchina umana, tutti altrettanto importanti per garantirne un buon funzionamento e una lunga durata. Non parleremo dunque ulteriormente della glicemia, se non per sottolineare che il controllo deve esplorare le varie fasi della giornata e soprattutto i valori post-prandiali, che possono essere quelli più critici. Nel collaudo di una auto, infatti, non ci si limita alla valutazione in pianura o in discesa, ma se ne  prova  naturalmente la funzionalità anche nei percorsi più impegnativi  (per l’organismo umano il momento più impegnativo è quello post-prandiale). L’emoglobina glicata rappresenta poi un parametro fondamentale nel controllo periodico della malattia, perché ci definisce il grado di compenso o meno della malattia stessa relativamente agli ultimi tre mesi, a differenza della glicemia che ci dà un valore limitato al momento del prelievo: ci fornisce dunque una importante indicazione sull’andamento della situazione sanitaria e ci permette di apportare le opportune eventuali correzioni. Non esiste un controllo serio della malattia diabetica senza un controllo periodico (almeno ogni quattro mesi) dell’emoglobina glicata. La nostra attenzione si deve rivolgere anche ad altri elementi, che possono condizionare pesantemente il futuro della malattia, così come in un automobile che abbia percorso molti chilometri, il controllo si estende a tutte quelle strutture che possono aver subito lesioni od usura (freni, catena di distribuzione, carburazione, valvole, pressione delle gomme, ecc.).

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Diabete: “Dott. Social” spodesta “Dott. Google” PDF Stampa E-mail
Giovedì 15 Dicembre 2016 08:01

“Dott. Google” non è il medico più consultato dalle persone con diabete. Sempre più italiani con la malattia prediligono “dott. Social”: la community che offre informazioni e terreno di confronto con persone che hanno il loro stesso problema. Lo dimostrano i dati emersi dal Diabetes Web Report 2016 presentato oggi a Roma all’Istituto Superiore di Sanità nel corso di un evento organizzato da Health Web Observatory, in collaborazione con Italian Barometer Diabetes Observatory (IBDO) Foundation, Medi-Pragma e WHIN-Web Health Information Network, con il contributo non condizionato di Novo Nordisk.

 

Secondo i dati le persone con diabete considerano Internet un punto di riferimento importante: oltre il 90% infatti cerca informazioni in merito alla propria malattia sul web. Di questi quasi il 70% consulta i forum di pazienti contro il 52% che dichiara di affidarsi ai motori di ricerca, mentre il 42% cerca informazioni sui siti di associazioni pazienti e il 35% interpella i social media. La tendenza a soppiantare la mera ricerca su Internet in favore di un bisogno di confronto con i pari è confermata da quello che un paziente su due dichiara essere il maggior influencer sulla malattia sul web: il portale della community del diabete. Al secondo posto, con un netto stacco, segue il portale della più importante associazione di pazienti, considerata solo dal 6% un punto di riferimento in Internet sul tema diabete.

 

 

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La tutela giuridica del minore diabetico PDF Stampa E-mail
Venerdì 18 Novembre 2016 10:12

"La tutela del minore diabetico, tra handicap ed invalidità: norme legislative, prassi e benefici di legge". Avv. Umberto Pantanella

 

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