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Una mazzata in testa ai diabetici o una pubblica caduta di stile? PDF Stampa E-mail
Giovedì 11 Gennaio 2007 07:53
Oggetto: una mazzata in testa ai diabetici o una pubblica caduta di stile?


"apprendiamo con vivo rammarico delle affermazioni del rappresentante della federazione dei medici di base il quale afferma che i suoi iscritti non prescriveranno passivamente i presidi ai diabetici che <<non siano stati preventivamente inseriti in un percorso assistenziale integrato e condiviso>>, dal momento che per loro il paziente è un essere umano e non un numero.

Se condividiamo le ragioni di fondo dei medici di base, i quali non intendono ridurre la propria prestazione professionale alla meccanica sottoscrizione di ricette, non comprendiamo invece perché essi debbano riferirsi ai soli pazienti diabetici, discriminando di fatto i portatori di tale patologia e creando loro gravissimi danni: materiali, morali, ambientali e esistenziali con stati di agitazione e timore per il futuro.

Non ci risulta, infatti, che i medici di base si siano mai pronunciati con analoghi toni di guerra allorquando sono stati chiamati alla meccanica sottoscrizione di ricette per tutti gli altri malati di qualsiasi patologia cronica che richieda la costante somministrazione di presidi farmaceutici, magari salvavita come l'insulina e i relativi presidi per controllare l'andamento del farmaco per i diabetici.

Perché questo avviene solo oggi e solo nei confronti dei diabetici?

Avremmo gradito tuttavia che il diplomatico trafiletto dicesse con parole un po' più schiette quello che sia noi diabetici, sia i medici di base, evincono da esso e cioè questo:
"Noi medici di base, accantonando momentaneamente il giuramento d'Ippocrate, e il rispetto del codice deontologico da noi stessi scritto e sottoscritto, tralasciando per un po' il fatto che la nostra professione ruota attorno alla salute dei pazienti, preferiamo per via di ragioni puramente burocratiche e che prescindono dalla salute del malato, non prescrivere ai diabetici farmaci salvavita e i relativi presidi per controllare l'effetto del medicinale, e per il momento finché non si sistema la burocrazia, che si arrangino e non ci cerchino perché ora abbiamo problemi decisamente più importanti della loro salute".

Ci auguriamo che si tratti solo di una boutade della federazione dei medici di base in risposta alle recenti polemiche sorte con la Regione Sardegna e che nessun medico di base, istigato dal proprio sindacato, si rifiuterà di adempiere ai propri doveri di ufficio"





Cordiali saluti

Michele Calvisi



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