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Il trapianto di Vicky PDF Stampa E-mail
Mercoledì 11 Ottobre 2006 10:21

Montréal, 11 ottobre 2006

Ho deciso con molta gioia di raccontarvi il mio trapianto che GRAZIE a questa ML sono riuscita a fare nel 2005 ed oggi sono piu felice ed in salute che mai !!!!!
Dopo 1 anno e 3 mesi dal trapianto ho già 5 viaggi alle mie spalle (che avevo sempre sognato di fare ).

Ho 33 anni. Tutto iniziò intorno ai 29 anni, dopo circa 20 anni di convivenza con il diabete. Le complicanze iniziarono con la retinopatia diabetica per cui mi sono sottoposta a parecchi laser in entrambi gli occhi.
Un anno dopo inizio' la neuropatia ortostatica, ed è stata questa che per anni mi ha resa la vita molto diffcile.
Alcuni giorni non riuscivo nemmeno a fare la doccia per come la pressione era bassa.
Con i medicinali riuscivo ad alzarla un po', pero' facevo fatica a mantenerla stabile.
Dovetti smettere di lavorare ed iniziai la mia ricerca per vedere cosa potessi fare. Avevo comunque già perso un po' di sensibilità nei piedi e quasi ogni giorno vomitavo.

Il mio medico di famiglia, che lavorava anche in ospedale, aveva sentito parlare di trapianto di pancreas e scoraggiato della mia situazione, un giorno me ne parlo' un po' cosi, superficialmente.

Ritornando a casa mi misi a piangere sapendo che in un modo o in un altro dovevo fare qualcosa per salvarmi da questo diabete che ormai non riuscivo più a controllare: passavo dall' ipoglicemia severa con svenimento a glicemie alte per paura di avere altre ipo. La mia glicata a quel punto stava intorno agli 8.2.

Ho deciso di cominciare ad informarmi un po' di più sul trapianto per sapere esattamente se poteva essere la soluzione per me e a quello cui sarei andata incontro.

È lì che FORTUNATAMENTE ho incontrato Daniela mentre prendevo informazioni via intrenet.

Mi sono iscrtitta alla ML è la mia vita e' cambiato completamente. Daniela è stata una persona fondamentale nel mio percorso e gliene sarò grata per tutta la mia esistenza.

Sono passati quasi 3 anni dal giorno in cui mi sono interessata al trapianto al giorno in cui sono stata trapiantata.

All'inizio avevo una paura da morire, non riescivo a capire se questo fosse veramente la cosa giusta per me.

Qui in Canada sono entrata e uscita dalla lista d'attesa 5 volte. In Canada la lista puo' essere lunga e quindi avevo “troppo tempo” per pensare e ripensare.

Allora venni in Italia (perchè sapevo che la lista era piu' corta ed i medici bravissimi).
Avevo contattato il Professori Boggi che per me è unico nel suo lavoro.

A Pisa incontrai con gioia Silvia (che era già stata trapiantata) e della quale ho potuto seguire intensamente il trapianto e poi Teresa che era lì come me per gli esami pre-trapianti. Il loro aiuto è stato fondamentale.
Alla fine, pero', decisi di tornare in Canada perchè per me sarebbe stato troppo difficile essere sottoposta a trapianto in Italia senza la mia famiglia e senza la mia dolce metà, che per motivi di lavoro non potevano esserci.

Tornando in Canada ero ormai decisa, piu' che mai, che quello era il momento giusto per me.

IL TRAPIANTO DI PANCREAS ISOLATO

 

22 di luglio 2005, Montreal, Canada.

Il tempo era bruttissimo, aveva piovuto tutto il giorno.
Nelson (adesso mio marito) mi dice « che brutta giornata, guarda un po' su internet se c'è un film interessante che possiamo andare a vedere almeno per uscire un po' !!! ». Dopo una ventina di minuti, visto che non c'era niente d'interessante per noi lui mi disse « ok, andiamo in cucina a farci una merendina ».

ora 17 : 05 siamo a tavola, il telefono suona, rispondo io :

« Buonasera, sono Maria del reparto trapianti come ti senti stasera? » guardo mio marito negli occhi e senza parlare ci capiamo, il giorno è arrivato.

Mi fà qualche domande sul mio stato di salute e poi mi dice: “entro un' ora devi essere qui !”

Io chiedo «  ma è sicuro, l'organo è già stato verificato? »

« Si, è sicuro, sta arrivando ».

Non ho capito più niente.

Iniziai a telefonare ai miei familiari, prima ai miei genitori che in quel momento si trovavano in Italia.
Mia madre piangendo mi disse di rifiutare, perche' voleva esserci, che non era possibile... avevano detto che non sarebbe stato prima di settembre.
Le risposi “ mamma, non posso più aspettare, sarà il destino non so, pero' psicologicamente in questo momento sto bene, devo farlo, devo rimanere forte”.
Dopo tanti pianti ci lasciammo con grande dolore.

Mio marito tremando prende la valigia e partiamo. Continuo a telefonare ai familiari, ma allo stesso tempo vorrei fermare il momento: mi guardo intorno e mi sembra non riconoscere più questa città, questa città in cui sono nata , « che mi sta succedendo ?», penso a tante cose, guardo Nelson, dicendomi « non puoi immaginare quanto ti amo ».

Arriviamo al reparto e mi fanno gli ultimi esami e poi non ricordo più niente, mi hanno dato un calmante forte e mi sono solo svegliata proprio prima di entrare in chirurgia. Guardo mio marito che vedo impaurito e gli faccio segno per dirgli che andrà tutto bene.

Entro alle 03:00 am e ne riesco alle 06:15. Il medico gli dice che è andando tutto bene.

Ovviamente i primi giorni non capisco niente, mi sento in un altro mondo, vedo gente entrare ed uscire....

Ad un certo punto si sono resi conto che reagivo male alla morfina perchè apparentemente sparlavo dicendo cose non sensate e avevo difficoltà a rimanere sveglia, quindi mi cambiano la terapia. Dopo tre giorni esco dalla terapia intensive e vado in reparto.
È stato orribile per me.

Sentivo molto dolore e vomitavo molto, al punto che pensavo di non riuscire a prendere tutte le medicine che dovevo prendere.
Una mattina dissi alla dottoressa, «  penso che non c'è la farò, voglio rigettarlo e tornare come prima ».

Mi è successo solo due volte di pensare seriamente al rigetto !!!

La sera ed il giorno dopo sembrava che le cose andassero meglio, ma la sera seguente, chiamo l'infermiera perchè sento che non riesco più a respirare poi... più niente, non ricordo più niente. Vado in coma respiratorio per 9 giorni.

Al mio risveglio non ricordavo piu niente anzi, quando sono venuti a togliermi i punti credevo che mi avessero trapiantato il fegato invece del pancreas !!!!

Tre settimane erano passate senza muovermi e senza mangiare. La prima volta che mi hanno spinta ad alzarmi sono svenuta, credevo veramente che non avrei piu' camminato o mangiato.

Tutto sembravo irreale, ma...dovevo continuare a lottare, non potevo abbandonare il mio sogno di essere insulino indipendente, dovevo farcela, ed ho concentrate le mie forze su questo obiettivo.

Ho pensato “Sei ancora qui Vicky, quindi ci sarà una ragione, altrimenti Dio non ti avrebbe fatto tornare. Tuo marito e' qui, la tua famiglia e' qui, solo rivederli mi faceva sentire tanto fortunata ».

È cosi poco a poco mi sono ripresa, e posso dire oggi che tutti, famiglia e medici ne rimangono sorpresi, di come mi sono ripresa in modo incredibile.

Insomma sarebbe troppo lungo spiegare tutto in profondita', ma in breve, il trapianto non è per niente una passeggiata……..anzi……..pero' oggi vi dico senza pensarci due minuti che lo RIFAREI.
Oggi, dopo 1 anno e 3 mesi dal trapianto non mi sono sentita mai cosi bene. Ancora oggi non riesco a crederci. A credere di essere insulinodipendente.
È una cosa incredibile, è una gioia immensa, soprattutto dopo tanta sofferenza.

Ho fatto cinque viaggi con una libertà da me sconosciuta prima, senza ipoglicemie, senza preoccuparmi della mia glicemia: mi sono sentita libera. Certo ci sono gli immunosuppressori pero' adesso sono cosi' facili da prendere. Ho tanta energia che ora sono gli altri a non poter stare al passo!
E' una sensazione davvero inspiegabile.

I miei occhi stanno meglio di prima, non ho mai visto cosi bene. La pressione si sta regolarizzando lentamente ed il vomito e' sparito !!!!!

Ragazzi, questa certamente non è una soluzione per tutti, pero' se le vostre complicanze hanno iniziato a far danni e la terapia convenzionale non riesce a farvi controllare bene il diabete, dovete pensarci.
Perchè la scienza avanza ed i medici sono sempre più bravi.
Se è il coraggio che vi manca o la paura che vi fa dire di no, contattate chi ci è già passato come avevo fatto io e la forza la troverete perchè è in ognuno di noi.
Ovviamente lo dico solo per quelli che sanno che il loro diabete è incontrollabile.

Il diabete col tempo se non è controllato puo' diventare una brutta bestia.

Io ho finalmente ripreso il controllo della mia vita, dopo 20 anni di convivenza con lui.

Noi trapiantati sappiamo che questo non è la fine e che la strada è lunga, pero' per il sapore della libertà che si assopara...ne e' valso la pena.

La mia vita era diventata un incubo ed oggi sogno, sogno ogni giorno che nuoto con i delfini per l'eternità.

Ringrazio con tutto il mio cuore Daniela perche' senza lei oggi non sarei qui, cosi' felice di raccontarvi la mia storia. Lei mi ha dato la forza, l'informazione e l'aiuto di cui avevo bisogno.

Silvia per il coraggio che mi ha saputo trasmettere scrivendomi e lasciandomi seguire in ML il suo trapianto.

Teresa , con cui ho vissuto un' esperienza indimenticabile. Mi ha trasmesso, insieme a Nino, il suo coraggio e la sua forza interiore incredibile.

La ringrazio per avermi fatto vivere il suo trapianto “in primo piano” quando stavo in Italia, e per aver sopportato tutte le mie paure e scoraggiamenti.

 

Vi voglio un bene immenso. E questa lettera la dedico a voi tre insieme a tutta la ML !!!! GRAZIE

 

 

 


Vicky