Mari e le 4 megere PDF Stampa E-mail
Mercoledì 09 Settembre 2009 10:01

Gent.ma Mari,
ti immagino da giovane, con molti sogni e progetti di vita, di famiglia e di lavoro, ma per una serie impressionante di circostanze i sogni sono rimasti chiusi e impossibile accedervi.
Forzatamente hai ripiegato, e come molti, creduto nella umana professionalità, solidarietà e rispetto, verso chi dalla vita ha avuto solo malattie e malanni di ogni genere, senza nessuna colpa.
Tutto questo ti ha costretta a vivere di rinunce e di divieti personali, sociali, intimi.
Con caparbietà e grinta reagisci lavori e per farlo nel modo migliore e umanamente possibile, chiedi di usufruire dei diritti, pagati da tutti i cittadini di questa Repubblica, compresi gli stipendi per elargire questi servizi.

Gli chiedi solo per un po’ di riposo durante il lavoro e stare un pochino meglio e poter riprendere dopo la pausa con più vigore e impegno.
Ma nel tuo percorso di richiesta, purtroppo trovi “'ste 4 megere ossigenate” che ti fanno perdere ogni lume.
Ti vedo forte, grintosa e determinata, per far valere queste tue qualità, non perdere il lume.
Siamo da sempre impegnati per affrontare la nostra speciale qualità e quando troviamo nel nostro percorso di vita, “'ste 4 megere ossigenate” ci dobbiamo ulteriormente calmare, fare ricorso al nostro sangue freddo, e ribadire anche a voce alta l’indispensabile delicatezza umana, che deve essere presente in ogni momento.
Siamo consapevoli d’altronde che non tutti hanno questa speciale sensibilità umana e in alcune occasioni, purtroppo portano alla luce il peggio di se stessi.
In confronto alla nostra quotidianità di sacrifici e di sofferenza, sanno solo applicare umiliazioni, deridere e offendere.
Questo è il frutto della loro cultura; l’indignazione, per noi sale ai massimi livelli perché ci assale il dubbio che quel posto di lavoro cosi delicato lo occupino immeritatamente, e l’unico merito forse, era la tessera di un partito in tasca.
Dai soldi di chi paga le tasse “'ste 4 megere ossigenate” hanno frequentato le scuole e magari anche l’università, se questo è il risultato cosa rimane di peggio, forse il nulla?
Informa comunque la Direzione Generale dell’ASL, l’Assessore Regionale alla Sanità, la stampa e gli organi di informazione locali e se lo ritieni anche il magistrato.
Leggi le mie sconclusionate parole e interpretale come manifestazione di grande affetto e ammirazione per il tuo coraggio, nonostante …..tutto.

Cari saluti e un forte abbraccio
Michele Calvisi

Presidente ADMS ONLUS
Via Elio de Cupis 24 - 07100 Sassari