L'anima vola PDF Stampa E-mail
Giovedì 21 Novembre 2013 05:11

Ho sempre lottato contro i pregiudizi e la pietà, cercando di trasmettere al mondo la parte più comica di tutto quello che mi accadeva, in modo da non sembrare un malato ma semplicemente un ragazzo con un po’ di sfortuna in grado di prendersi in giro.

Ho raccontato di episodi in cui svenivo sulle scale e rotolavo giù come se fosse una scena da film comico, ho descritto la mattina in cui una crisi epilettica data forse da ipoglicemia mi ha sorpreso come se fosse una barzelletta. L’intento come ho fatto per tutta la mia vita è quello di dimostrare alla mia famiglia di stare bene nonostante tutto, di essere in grado di scavalcare le barriere che a volte la vita mi pone. Ovviamente gli stati d’animo che si alternano dentro di me non sono sempre così positivi, anzi, ma credo che a volte l’importante sia dimostrarsi più forti di tutto; lottare per chi abbiamo al nostro fianco in modo da garantirgli una vita un po’ più serena di quanto realmente sia merita tutta la fatica spesa.

Recentemente mi sono trovato a fare una conversazione lunga e difficile con i miei genitori su come mi voglio-vorrò sentire; loro mi hanno chiesto per quale motivo non ho intenzione neanche in futuro di provare il microinfusore . Cercando di essere il meno crudo possibile, ho detto quello che realmente penso anche se non credo sia un discorso molto nobile: con le iniezioni sono diabetico quattro volte al giorno, con il microinfusore lo sarei 24 ore, 365 giorni l’anno.

A molti di quelli che utilizzano già questo tipo di terapia, forse il mio discorso sembrerà senza senso e piuttosto infantile; so anche che per molti il microinfusore non è una scelta ma semplicemente un salvavita obbligatorio, ma purtroppo in questo sono ancora arretrato e testardo.

Accettare i propri limiti è il primo segno di intelligenza, e so di sbagliare molto probabilmente, ma il terrore di vivere grazie ad una macchina mi impedisce di fare quel salto di cui forse avrei bisogno…

Mi trovo qui nella mia camera, con la musica dello stereo che mi circonda e con le mani che sul pc hanno voglia di scrivere; non succede spesso, la malattia è una cosa che tengo rinchiusa nell’angolo più profondo del mio animo, ma quando mi capita, ho solo voglia di liberare la mente.

Fra qualche mese mi dovrei laureare, dopo di che mi si spalancherà di fronte il mondo reale, il mondo del lavoro con tutte le preoccupazioni che ne conseguono.

La scelta migliore per me e per i miei studi sarebbe quella di trasferirsi all’estero, in un paese che da spazio e fiducia alla ricerca; ma purtroppo ho troppe paure che più mi sforzo di superare e più mi tarpano le ali. L’idea di vivere da solo in un paese che non mi “conosce”, l’idea di allontanarmi da chi mi conosce e da chi conosce tutto ciò che riguarda il mio compagno di viaggio seppur indesiderato forse mi farà vivere una vita da eterno mediocre.

Molto spesso vorrei prendere decisioni, senza che debbano avere mille variabili, mille problemi connessi; ma so che la nostra vita è questo, analizzare ogni singolo passo intrapreso in modo da evitare pericolose cadute…

 

di Emanuele Sala