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Sono rinata tre volte. E poi è arrivato Portale Diabete PDF Stampa E-mail
Mercoledì 05 Agosto 2015 07:33

Ho il diabete da 21 anni. 
Ho sempre avuto una glicemia instabile, influenzata da mille fattori, come per tutti noi. Non ultimo il terrore delle ipo che mi ha condizionata per diversi anni, oltre a informazioni sbagliate e/o incomplete sulla malattia e sulla sua gestione. 
Nei primi anni di diabete mi sono impegnata molto seriamente, anche se con le pochissime informazioni in mio possesso. 
E tra luna di miele e un'attenzione ossessiva alla dieta e alla glicemia, è andata abbastanza bene. 
Poi l'attenzione ossessiva non è bastata più. La glicemia ha iniziato a fare strani scherzi e io non ci ho capito più niente. 
Avevo un forte "effetto alba", puntualmente, e per anni, la mia glicemia al risveglio era intorno ai 300. 
Mi disperavo, non sapevo che fare. 
Era poco prima dell'arrivo della Lantus, e con le lente che c'erano allora il problema non si riusciva a risolvere. 
In più anche durante il giorno la glicemia non era più gestibile come prima. 
Il diabetologo faceva quello che poteva, e adesso mi rendo conto che ha fatto molto poco. 
Che poteva fare di più. 
E un pò alla volta il già delicato equilibrio che avevo costruito se n'è andato a quel paese. Ero impotente: quindi, visto che le mie azioni non avevano effetti positivi, ho iniziato a fregarmene e viverla con la leggerezza che vedevo anche nel diabetologo. 
Sono tornati a galla i miei disturbi alimentari, solo temporaneamente sopiti, e non avendo alcuna informazione sulla conta, gestivo le dosi di insulina in modo approssimativo, quando facevo pasti fuori standard o spuntini. 
Incasinando ancora di più la situazione. 
La mia glicata era arrivata a 10. 
Mi è stato proposto il micro, ma ci ho messo un paio d'anni ad accettare di portarmi sempre attaccata questa appendice. 
Poi l'ho provato e la vita è cambiata: effetto alba sparito e un pò meglio il resto. 
Glicata da 10 a 8. 
Nel frattempo procedeva il lento lavoro su me stessa nei confronti dell'alimentazione. 
Da 8 però non mi schiodavo. 
Dopo qualche anno è arrivato il sensore. Prendo in prestito una frase sentita da Marisa Mottes (che non riesco a taggare) che esprime perfettamente quello che provo: sono rinata due volte, la prima quando ho messo il micro, la seconda quando ho messo il sensore. 
La glicata adesso viaggiava intorno a 7, ma le montagne russe c'erano sempre. 
Avevo anche un rapporto migliore col cibo, ma mancava ancora la mia terza rinascita: l'applicazione della conta dei cho. 
Non è stato semplice, avevo già fatto un paio di corsi, ma dopo un pò mollavo. 
L'ultimo corso l'ho fatto a maggio a Boario, organizzato da ADPMI. 
Bel corso, utilissimo. 
Ma una volta tornata a casa, come in passato, dopo un paio di settimane stavo per mollare. 
Stavolta però non l'ho fatto. 
Decisivo è stato far parte di un piccolo gruppo formato su WA con i partecipanti al corso. 
Potevo condividere, chiedere, seguire gli altri. È stata una bella molla. 
Era come se non fossi più sola nella mia cucina, con una tristissima bilancina davanti. E poi è arrivato Portale Diabete. 
Centinaia di diabetici come me, ma non proprio come me, perchè loro seguivano se stessi con un'attenzione a me sconosciuta. Loro conoscevano alla perfezione un'infinità di cose, contavano i carboidrati, lavorano con grande attenzione, quasi un lavoro di cesello, sulla glicemia. 
E mi si apre un mondo. 
È un fortissimo sprone ad andare avanti con questo impegnativo "lavoro". 
Adesso non posso fare più a meno della mia bilancina, che trovo allegra, con quei bei limoni verdi disegnati sopra.
Sono diventata "bilancia-dipendente", e non è poco per una che ha sempre odiato le bilance in un modo quasi viscerale...

 

Carolina S.