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Cronoca di un esordio (non) annunciato PDF Stampa E-mail
Venerdì 23 Settembre 2016 10:52

Non ho mai raccontato veramente a nessuno cosa sia successo a me, alla mia famiglia ed in particolare alla mia piccola principessa quel 23 settembre del 1994.
Si certo, negli anni ne ho parlato spesso, ma mai in modo così personale, credo.
Praticamente non lo sto facendo neanche adesso, visto che ho davanti uno schermo ed una tastiera.
Tardo pomeriggio di quel venerdì…
Mia moglie mi ricorda di passare dal laboratorio analisi, da qualche giorno nostra figlia ha dei disturbi strani, ha sempre sete, urina tantissimo, ha perso oggettivamente peso.
Vado a prendere questi risultati e il mondo da quel momento assume una dimensione sconosciuta.
C’è presenza di zucchero nelle urine…. Non ci faccio caso, poi leggo bene i valori di riferimento, chiamo il pediatra di famiglia e dopo neanche mezz’ora siamo in ospedale… 
Mia figlia ha uno sguardo smarrito, la rivedo su quel lettino, attaccata ad una macchina che, mi dicono, serve ad “infondere” liquidi per la disidratazione ed anche insulina direttamente in vena.
Eccola la parola magica : “INSULINA”.
Non ho mai avuto cognizione di cosa fosse veramente il diabete, meno che mai il diabete tipo 1, ad una bambina di 7 anni poi... Solo dopo, ahimè, avró cognizione, e tanta 
Guardo il pediatra e gli chiedo, ma è una cosa passeggera, vero? Poi le passa tutto???
Sarà che ho comprato dei gelati per i bambini del cortile e…
Certo visto con la consapevolezza di oggi questa frase suona comica se non fosse spaventosamente tragica.
Passo tutta la notte in ospedale facendo la spola tra il laboratorio analisi e la stanzetta dove era ricoverata la mia bambina. Mi passano davanti numeri e vocaboli che non capisco… “siamo a 750 di glicemia e continua a salire”,
Sento uno dei medici che dice sottovoce: “Se non la avessero portata, stanotte sarebbe sicuramente entrata in coma diabetico.”
Ascolto e non capisco, ma che stanno dicendo? Di cosa stanno parlando?
Mi giro verso la bambina e vedo che mi sta guardando, non dice nulla, mi guarda soltanto, riesco benissimo a capire cosa sta pensando : “papy, ma che mi sta succedendo? Ho paura!”
Mi avvicino, le accarezzo il faccino scarno e le do un bacio sulla guancia.
Trascorre una notte infinita, ci dicono che il peggio è passato, cercheranno di stabilizzare la glicemia e poi, senza soluzione di continuità ci manderanno presso la clinica pediatrica del policlinico di Catania…
Qui finisce la “cronaca” ed inizia la storia che proprio oggi compie 22 anni.
La bambina è diventata una donna, è cresciuta, l’abbiamo cresciuta nel miglior modo possibile. Ho cercato, ma non sempre ci sono riuscito, di non far pesare il suo problema nella sua educazione e nel suo percorso di studi.
Spero di non essere stato né retorico né tantomeno banale… mi sono solo "ripassato" un po’ di cose di quel “maledetto” Venerdì 23 settembre 1994.

La foto si riferisce ad uno scherzo che facevamo quando lei era piccola...

 

 

 

 

di Concetto Boccaccio