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Quello che Portale ha fatto per me. PDF Stampa E-mail
Giovedì 03 Novembre 2016 10:47

Quello che Portale ha fatto per me.

Sono cresciuta in un ambiente nel quale volersi bene e prendersi cura di sé non è mai stata una priorità. 
Ancora adesso se dico che ho problemi a gestire la glicemia o che non riesco a far scendere un 400, nessuno si contorce dalla preoccupazione. 
Neanch'io.
Avevo anche una certa avversione per il "mondo social".
Prima di conoscere  Francesca, Isabella, Massimo,  Donatella a Boario, che più volte mi hanno spiegato che i "social" possono anche essere molto utili, se usati nel modo giusto, non ero neanche iscritta a Facebook. 
Poi l'ho fatto.
È passato un anno e mezzo. 
Prima di allora non avrei mai pubblicato sulla mia pagina Facebook, che peraltro neanche avevo, notizie sulla malattia.
Sulla mia malattia.
Non avrei messo la mia faccia in un cerchiolino blu cercando di diffondere informazioni sul diabete.
Mi sarei sentita "pesante".
Ora cerco di fregarmene, se anche qualcuno dovesse pensarlo. 
Prima di tutto questo, mantenere la mia glicemia entro valori accettabili, non era la mia priorità. 
Ancora adesso fatico molto.
Ma adesso c'è Portale. Ci sono le notifiche che ricevo, che leggo e che mi aiutano a non perdere il filo.
Un filo che mi tiene saldamente legata a una realtà, la mia realtà, che posso finalmente condividere con persone che la conoscono, anche se non conoscono me personalmente.
Che capiscono cosa vuol dire un 400 che non scende o un ipo da paura.
Le notifiche di Portale mi "costringono" ogni giorno, a non dimenticarmi un'altra volta di me.
A non sottovalutare.
A non sentirmi pesante.
Ho imparato tanto in quest'anno e mezzo. 
Più che in 23 anni di diabete.
Sono ancora estremamente ignorante e fatico ad applicarmi, soprattutto in periodi pesantissimi come quello che sto vivendo.
Ma non perdo più il filo.
So che ogni giorno posso farcela.
So che posso riprendere la strada che negli ultimi mesi ho un pò smarrito. E che prima non avevo proprio mai trovato.
Non mi sento più sola ad affrontare la malattia. 
Un filo mi lega a tutti voi.
E, positivamente, non mi permette più di scappare dalla consapevolezza della malattia, ma anche da un potere di gestione che neanche mi sognavo di avere.

 

 

 

 

Carolina S.