Io sono un fratello PDF Stampa E-mail
Venerdì 04 Novembre 2016 08:19

“Ci sono anche io. E anche io vivo da tempo, la Giornata Mondiale del Diabete. Io sono un fratello.” A volte ci si dimentica che fratelli e sorelle di bambini con diabete vivono tanto quanto la malattia. Forse anche di più. Vivono a volte di riflesso, a volte immersi dentro alle necessità quotidiane. A volte ci ridono su. A volte piangono pensando perchè a lei e non a me?! A volte si colpevolizzano. A volte ridicolizzano.
Ma ci sono anche loro e non sono meno importanti. Anzi. Abituati a vivere nei momenti di emergenza quasi in disparte, soffrendo comunque. A volte in silenzio per non pesare. A volte pensano addirittura “Se l’avessi anche io!! Mi guarderebbero di più?!”
Camminano su un filo teso mantenendosi in equilibrio tra mamme e papà e le loro preoccupazioni legittime. A volte ci pensano ed esprimono emozioni così profonde, così mature. A volte sorridono con occhi che sembrano velati di saggezza e umanità.
Durante i cambi set, portano il cotone tutti soddisfatti e tronfi perché così si sentono coinvolti ed importanti. Oppure fanno la glicemia “Perché almeno provo anche io quanto ho!”
Caricati di responsabilità che nessuno ha dato loro, ma che inevitabilmente si portano sottopelle. Quante volte diamo la caramella a tutti e due per una ipo improvvisa e per non farli sentire diversi tra loro?! Quanto lavoro psicologico c’è dietro a due fratelli che vivono il diabete in casa?! Quanti ragionamenti, pensieri, atteggiamenti controllati per non far pesare a nessuno e in modo diverso una situazione così difficile da gestire?! Quanto conta un fratello o una sorella senza diabete?! Tanto. Tantissimo.
Rimane una presenza laterale importante che va gestita nella stessa identica maniera in cui gestiamo un bambino con diabete. Perché non esiste un fratello sano o una sorella sana, che non si siano mai posti domande o imposti colpe, o non abbiamo difeso o vegliato su un problema simile.
Colgo l’occasione per ricordarlo. Con tutto il cuore.
Esiste una parte di famiglia che non è ancora adulta, quindi strutturata per poter capire, che ha bisogno costantemente di supporto e amore nella stessa identica maniera.

Grazie fratello. Grazie sorella. Per tutte le volte che avete capito la situazione, per tutte le volte che soffrendo non avete detto niente. Grazie perché ci siete e perché ci sarete. Sempre.

 

 

Mattia

 

 

 

di Giorgia Chiarelli