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Attenzione: con l'insulina non si scherza PDF Stampa E-mail
Lunedì 05 Dicembre 2016 18:00

A me è capitato, per motivi professionali, di vedere cosa accade a una persona con il diabete di tipo 1 che riduce le dosi di insulina in modo incongruo. 
Era una ragazza di circa vent'anni, bulimica, che seguii per qualche tempo in ambulatorio quando ero specializzando. Era una ragazza molto bella e molto intelligente, ossessionata dal peso, che a un certo punto si mise a ridurre le dosi di insulina per dimagrire: comportandosi cosi, faceva aumentare la glicemia e quindi induceva glicosuria, e questo le faceva perdere peso. Provai a farle capire il danno che stava provocando al proprio organismo e cercai anche il sostegno di un amico psichiatra. Non ci fu niente da fare: di lì a poco, smise anche di venire in ambulatorio e la persi di vista. 
Cinque o sei anni dopo (ero stato appena assunto in ospedale) fui chiamato da un reparto di medicina per una consulenza. Era lei, quasi irriconoscibile: era diventata cieca e aveva sviluppato una gastroparesi (una delle possibili complicanze dell'iperglicemia protratta), per cui vomitava tutto ciò che mangiava; era stata ricoverata per una broncopolmonite provocata dal vomito aspirato nei polmoni. Non la rividi più: seppi che era morta qualche giorno dopo. 
Attenzione: con l'insulina non si scherza.

Non avrete difficoltà a immaginare quanto rimasi turbato da quella visita in reparto. Mi chiesi se avrei potuto fare di più, qualche anno prima, per cambiare il corso delle cose - e ancora non ho una risposta.
Da allora, ho studiato molto i disturbi del comportamento alimentare nel diabete, e ne ho fatto anche, per qualche anno, un tema di ricerca. Sono diventato molto più abile nella diagnosi: quando vedo una paziente che manipola la dieta o l'insulina in modo incongruo per dimagrire, adesso me ne accorgo molto più rapidamente di un tempo. Ho ancora, però, una sensazione di impotenza: per le ragazze ossessionate dal peso, la bilancia continua a pesare più di tutti i nostri discorsi.

 

 

 

 

Il peso dipende dal bilancio tra ciò che si mangia e ciò che si consuma. L'insulina non ha effetto su ciò che si consuma, ma influisce su ciò che si mangia. L'azione diretta del l'insulina sul cervello è quello di RIDURRE l'appetito (e infatti, nella persona non diabetica, mangiando aumenta la produzione di insulina e si riduce l'appetito). L'insulina però ha anche l'effetto di ridurre la glicemia, e la riduzione della glicemia mette fame. 
Nel diabete di tipo 2, dando l'insulina, prevale questo secondo effetto, per cui con l'insulina le persone con diabete di tipo 2 tendono ad aumentare di peso. Nel diabete di tipo 2, però, l'insulina viene data in aggiunta a quella che già produce il pancreas, raggiungendo concentrazioni nel sangue più alte rispetto a quelle dei non diabetici.
Nel diabete di tipo 1, l'insulina viene data in sostituzione di quella che il pancreas non produce più. Se fossimo capaci di dare esattamente l'insulina che serve, riprodurremmo la situazione normale e non ci sarebbe alcun effetto sul peso. Se invece (come può capitare) ne assumiamo troppa, e ci sono spesso ipoglicemie (che costringono a mangiare), un modesto aumento di peso può esserci.

 

Prof. Edoardo Mannucci