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Una vita con la V maiuscola PDF Stampa E-mail
Giovedì 06 Settembre 2018 04:44

Buonasera ragazzi, sto scrivendo dopo che ho saputo della morte di quella ragazza diabetica di 20 anni! Prima di arrivare al motivo che mi ha spinto a scrivere però è necessario che vi racconti un po’ di me, la mia storia...
Questo scritto lo dedico (soprattutto ma non solo) a tutte quelle persone che vivono momenti difficili, momenti in cui l’unico pensiero è voler sparire, polverizzarsi, momenti in cui è tutto nero... Beh insomma se un po’ ti rispecchi in queste sensazioni che ho descritto o se semplicemente hai voglia di ascoltarmi allora questo è per te e ti chiedo di prenderti qualche minuto per leggerlo fino in fondo.
Sono una ragazza di 21 anni, diabetica t1 dall’età di 11. Questo ancora dice ben poco di me...
Ero una bambina felice e spensierata ma poi, dall’esordio del diabete qualcosa è cambiato in me... Non vi annoierò raccontando nel dettaglio i retroscena di come ci sono caduta, o meglio di come ci ero affogata in quel vortice, vortice chiamato DIABULIMIA.
Quella ragazza è morta per lo stesso disturbo di cui ho sofferto fino a poco tempo fa io, quella ragazza sarei potuta essere io e non ci sono andata troppo lontano ragazzi! Più volte ho sfiorato la morte, più volte mi sono ritrovata in cima ad un precipizio con i piedi più di là che di qua ma oggi io, con le lacrime agli occhi pensando a quella stella che se ne andata, ho il privilegio di raccontarvi la mia storia. È stato un percorso difficile, tortuoso e che mi sembrava impossibile da percorrere.
Purtroppo non ho il manuale di “come ci si salva”, so che ci vuole tanta forza di volontà, so che lo si deve volere incondizionatamente e non sarò qui a dirvi che sarà facile, ma POSSIBILE!
So che ognuno di noi deve trovare la forza dentro se stesso ma so anche, e qui permettetemi di citare la Mazzantini, che NESSUNO SI SALVA DA SOLO!
Io ci sono riuscita e oggi per la mia glicata di 6,7 ringrazio si me stessa ma non smetterò mai e dico MAI di ringraziare la mia dottoressa (o come la chiama mia mamma “SUOR DOTTORESSA” perché è una santa davvero ahaha) Roberta Celleno 
Lei mi è stata vicina, mi ha dato fiducia quando nemmeno io me ne davo più, ha avuto pazienza e con il suo sorriso e il suo modo di fare ha abbracciato le mie paure e mi ha aiutata a cacciarle via, ha curato la mia anima prima del diabete! Lei mi ha fatto un augurio che voglio girare a tutti voi: MI HA AUGURATO LA VITA!
La vita ragazzi io la auguro a tutti! Ma una vita con la V maiuscola, una vita viva, una vita degna di essere chiamata tale! La mia era una sopravvivenza!
Ora dopo 10 anni di Mr.D ho imparato ad amarmi! Ho imparato che si può essere felici davvero! Ho imparato a non spaventarmi davanti a 30u di Toujeo, ho imparato ad amare Alessia, così com’è! Ho imparato a non farmi mettere mai più i piedi in testa dal diabete, ad essere più forte di tutte quelle paure che erano solo nella mia testa, ho imparato a vivere con il diabete e non in funzione del diabete e della diabulimia che mi costringeva a letto perché senza forze! Ho imparato ad essere ALESSIA! 
Ora vi chiedo scusa se vi ho annoiati ma tutto questo per dirvi che se vivete un disagio dovete farvi aiutare perché ognuno di noi è prezioso e non possiamo ma soprattutto dobbiamo permettere ad un ideale di bellezza di poterci portare via addirittura la vita! 
Vi lascio augurandovi BUONA VITA!

 

 

 

 

 

di Alessia Pascolini