Home » Esperti » FAQ - Alimentazione » Prodotti commerciali "dimagranti"
 
Prodotti commerciali "dimagranti" PDF Stampa E-mail
Scritto da Daniela Capezzali   
Martedì 21 Luglio 2009 15:41

D:

Buongiorno, volevo chiedere all'esperto che si occupa di diete per i pazienti diabetici un parere in merito al dimagrante PHYTOSNELL della BIOSLINE.
Preciso che sono diabetica dal 2003 insulino dipendente, ho provato per 3 anni il microinfusore ma ahimè ho dovuto toglierlo in seguito ad una pronunciata "lipoatrofia" (manifestatasi anche con le penne all'inizio); ora da 3 settimane mi curo con delle insuline nuove, l'Apidra e la Lantus (all'inizio assumevo l'Humalog e l'Humulin I, mentre con il microinf. usavo soltanto l'Humalog) e le glicemie sembrano migliorate.
La mia domanda è: se provo queste compresse di Phytosnell quali "effetti indesiderati" posso avere? Quali controindicazioni ci sono? mi posso "fidare"?
Preciso inoltre che ho 26 anni, sono alta 161 cm e peso 68 kg (sono ingrassata di quasi 10 kg dopo il diabete).


Certa di un Vostro cortese riscontro,
distintamente saluto.


A

 

 


 
R:. L’utilizzo di prodotti commerciali, di non dimostrata efficacia scientifica, anche se definiti “dimagranti” credo sia in qualsiasi situazione da evitare per la possibile interazione metabolico-ormonale.

Il prodotto da Lei citato si basa sul favorire il senso di sazietà, principio che può essere ugualmente soddisfatto attraverso un’alimentazione i cui pasti siano composti oltre che da equilibrio tra i nutrienti (carboidrati, grassi e proteine) anche da quote generose di fibre (principalmente rappresentate da verdure, prodotti integrali, cereali e legumi a semi interi, e in maniera inferiore da frutta, preferibilmente assunta con la buccia).

In aggiunta a ciò assumendo uno stile di vita fisicamente attivo, potrebbe perdere quel 5-10% del peso che in questo momento per Lei è indicativo di sovrappeso.

Per stile di vita fisicamente attivo si intende innanzitutto un tipo di comportamento che dia la preferenza, nell’espletamento delle attività quotidiane, all’uso dei propri muscoli piuttosto che all’uso delle macchine e possibilmente inserire, 4 o 5 volte la settimana, un’attività fisica (per circa 20’) di intensità sufficiente a provocare sudorazione, attività che dovrebbe rientrare nelle normali abitudini rappresentando un’esigenza al pari dell’igiene della persona.

Spero di esserle stata utile.

Cordialità

 

Daniela Capezzali

Coordinatore C.L. Dietistica
Dipartimento di Medicina Interna
Università degli Studi di Perugia