Amputazione piede PDF Stampa E-mail
Scritto da Geremia Bolli   
Venerdì 27 Febbraio 2009 20:15

D: Buongiorno,
la disturbo per un problema che ha colpito mio padre da parecchi anni “ il Diabete “.

Fino ad alcuni anni fa i problemi erano stati bloccati, ha problemi ad un occhio, ha una aritmia cardiaca , ma fa 1 mese a questa parte ha cominciato ad avere dei problemi ad una gamba, piu' precisamente ad un piede.

E' stato ricoverato all'ospedale di Pordenone ha subito un intervento per allargare le vene per aumentare il flusso di sangue verso il piede ma il medico che lo ha operato ha asserito che l'intervento e' riuscito al 60/70 % tant'è che a distanza di 5 gg dall'intervento i dolori si sono riacutizzati.

Oggi si era recato all'Ospedale di Pordenone per ritirare la cartella clinica e le lastre per andare da qualcuno che potesse migliorare la situazione ma e' stato ricoverato ed ora si parla di POSSIBILE AMPUTAZIONE DEL PIEDE .

Il medico che lo ha operato ci ha parlato di INTERVENTI DI MICROCHIRURGIA che potrebbero migliorare la situazione in quanto vicino al ginocchio rimane l'unica speranza.

MI PUO' AIUTARE, SE NON LEI PERSONALMENTE , ALMENO INDICANDOMI DOVE C'E' IL MIGLIOR CENTRO

Confidando nella sua disponibilità colgo l'occasione di porgere i miei migliori saluti



 

R: Caro Signore

l'intervento di microchirurgia che è stato proposto è un tentativo per vedere se è possibile evitare o rinviare l'amputazione,  pur non conoscendo il caso sono pessimista e credo che difficilmente riuscirà, quanto meno a lungo termine. 
Quando c'è una grave ischemia (mancanza di sangue) e dolore, l'amputazione diventa una liberazione per il paziente e salva la vita. 
Una buona ricostruzione di protesi può ridare autonomia al paziente e recupero funzionale.

Un consulto lo può sempre fare, chiami a mio nome il centro antidiabetico dell'Università di Padova e cerchi il Dr. Alberto Maran o la Dr.ssa Daniela Bruttomesso che le daranno il nome di un chirurgo vascolare di Padova con cui parlare.

cari saluti

 

 


Prof. Geremia B. Bolli
Department of Internal Medicine, Endocrinology
and Metabolism
University of Perugia