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Trapianto fegato-pancreas PDF Stampa E-mail
Scritto da Antonio Secchi   
Venerdì 31 Luglio 2009 17:38

D:

Gentile Prof. Secchi
 
mi chiamo F. e sono una studentessa di Medicina.
Le scrivo perchè vorrei un'informazione.
E' possibile effettuare il trapianto delle isole pancreatiche o dell' intero organo, in soggetti con diabete di tipo II aventi gravi problemi vascolari?
Ho un' amica cui il diabete ha provocato emorragie gastro-esofagee molto pericolose, uveiti, cataratte ed una magrezza spaventosa . . . (non mi ha parlato di problemi renali ma non vuol dire che non ne abbia)
Secondo Lei, potrebbe con queste complicanze rientrare tra i pazienti che subiscono un trapianto?
 
Mi rendo conto che necessiterebbe di informazioni più precise, ma le chiedo solo di dirmi se con questi presupposti posso parlarle di questa possibilità  oppure è meglio tacere se già intravede criteri di esclusione dai pochi dati che le ho scritto  . . . e che conosco.
Non voglio farle del male illudendola, nè farle fare un lungo viaggio inutile (sono di Napoli)
 
Grazie infinite per la risposta
 
F

 

R:

F.,
il trapianto di isole trova attualmente indicazione solo nel diabete tipo 1, anche se in futuro probabilmente le sue indicazioni verranno riviste ed ampliate.
Nel caso del trapianto di pancreas si puo' eseguire in pazienti diabetici tipo 2 che abbiano completamente esaurito la riserva funzionale di insulina (cioe' divenuti insulino dipendenti e con c-peptide assente o basso).

La magrezza della tua amica lascia immaginare che entri in quest'ultima categoria.
Fammi sapere se ti servono altre informazioni: se vuoi puoi farmi contattare allo 02-2643 2805.


Grazie dell' interesse per la nostra attivita'.
Un caro saluto


Antonio Secchi

 

D:

Professore . . . grazie per la risposta.
 
Ho saputo che la mia amica è in lista d'attesa per il trapianto di fegato avendo una parziale occlusione della vena porta con varici esofagee e gastriche.
Ovviamente chissà quando potrà farlo perchè conosciamo i tempi d'attesa.
Secondo il suo medico, solo successivamente (dopo morta?) potrà fare, eventualmente, anche quello del pancreas.
Volevo chiederle perchè non è possibile fare, contemporaneamente, il trapianto fegato-pancreas o se è giusto procrastinare il secondo dal momento che il paziente fa 4 iniezioni di insulina al giorno e ha sviluppato resistenza.
La mia amica la contatterà al più presto per avere un appuntamento, ma nel frattempo spero possa rispondermi.
 
Grazie ancora per la disponibilità
Un saluto cordiale
 
F.
 
P.S.
Un soggetto diabetico, va incontro a tante complicanze che il medico dovrebbe prevenire, non curare.
E' possibile che ci si accorga di problemi epatici (con relative varici) solo quando il paziente rischia di andare in coma oppure ha delle emorragie?
Il follow -up non serve proprio a questo? Si tratta di malasanità o di imponderabilità?

 

R:

Francesca, vedro’ volentieri la tua conoscente.
Valuteremo l’opportunita’ di un trapianto combinato fegato-pancreas, che potra’ essere fatta in altra sede.

Nel paziente diabetico la prevenzione delle complicanze degenerative e’ lo scopo ultimo delle cure. Non sempre si riesce. E’ comunque poco probabile che la situazione epatica della tua amica sia dovuta al diabete.
Nel tuo ruolo di futuro medico non farti suggestionare dai media relativamente ai sospetti di malasanita’: pensa a preparati al meglio.


Un caro saluto

 

Antonio Secchi, MD
Director
Strategic Research Program on Transplantation
Associate Professor of Medicine
Vita-Salute San Raffaele University
Via Olgettina 60
20132 Milano, Italy