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Studi Dr D. Faustman PDF Stampa E-mail
Scritto da Camillo Ricordi   
Venerdì 23 Luglio 2010 16:09

D:
Buongiorno Dottore,
sono il papà di G., un bambino di 7 anni, diabetico tipo 1 da due.
Vista la Sua conoscenza e grande esperienza in materia, volevo chiederLe cosa ne pensava degli studi della dr.ssa Denise Faustman del Massachusetts General Hospital e Direttore del Laboratorio di Immunobiologia della Harvard Medical School, circa i suoi studi atti a  sviluppare una cura a questa infida e subdola malattia che colpisce migliaia di persone, specialmente bambini come il mio.
Sembra infatti che i suoi studi e test siano a buon punto anche se manca ancora tanto.
Ogni genitore nella mia situazione spera che un giorno un angelo come Lei possa un giorno fare il miracolo e farci uscire da questo brutto incubo che copre ogni singolo istante della giornata dei nostri bambini e nostra.
La sua frase che ha recentemente detto in una chat del Portale a una mamma di un bambino di 4 anni nella stessa situazione di mio figlio ("dottore i tempi: secondo lei mia figlia a 4 anni fara a vita insulina?”
Prof. C. Ricordi No, prometto che non ne fara’ piu prima del suo quattordicesimo compleanno :-)) mi danno la forza per sperare ogni giorno.
La ringrazio anticipatamente e Le auguro di diventare presto il nostro "angelo".
Grazie 1000 per quello che fa ogni singolo istante della sua giornata

M. M.

 

R:
Il modello sperimentale nei topolini di Denise F. e’ interessante concettualmente.
Personalmente non credo funzionera’ nell’uomo ma sono contento che lei vada avanti in questa strada perche’ dobbiamo provarle tutte. 
I suoi dati iniziali non sono stati confermati da altri e c’e’ molto scetticismo, compresi gli immunologhi che lavorano con me.
Ma io sono della filosofia “mai dire mai” per cui anche se noi non lavoriamo nella stessa direzione benvengano idee alternative anche se con un alto rischio di insuccesso. 
La cosa peggiore e’ l’immobilita’ e il non tentare, spesso dettato da regimi regolatori e costi che sembrano insormontabili per cui la maggioranza dei ricercatori o medici non tenta nemmeno piu’ di sviluppare una nuova cura...

 

Prof. Camillo Ricordi