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Trapianto di isole o staminali? PDF Stampa E-mail
Scritto da Alberto Davalli   
Sabato 18 Luglio 2009 16:10

D: 

Un mio amico insulino dipendente puo' fare il trapianto di isole o di cellule staminali.
Grazie
E C

 

R:

Gent.le Signore,

il trapianto di isole è indicato solo in una esigua minoranza di pazienti con diabete di tipo 1.

 

Sono quei pazienti che, nonostante la terapia insulinica con microinfusore (il gold standard della terapia insulinica), continuano a presentare grave instabilità glicemica caratterizzata da gravi ipoglicemie (sono quelle che richiedono l’assistenza di terzi) di cui il paziente non è più in grado di avvertire i sintomi premonitori.  Questi pazienti dovrebbero essere indirizzati ad un trapianto di pancreas.  Infatti, anche se è vero che il trapianto di pancreas è un intervento chirurgico “maggiore”, è l’unico che consente la guarigione (sospensione della terapia insulinica e dell’autocontrollo delle glicemie) dal diabete per periodi lunghi (decine di anni e forse indefinitamente).  Al contrario, il trapianto di isole anche quando eseguito con successo consente la sospensione della terapia insulinica solo per 2-3 anni al massimo.  Detto questo, esistono però alcuni pazienti che presentano condizioni generali molto compromesse e che per tale ragione non possono essere sottoposti ad un intervento chirurgico maggiore.  E’ solo in quest’ultimi casi che trova indicazione il trapianto di isole che, effettivamente, è una procedura molto meno invasiva del trapianto di pancreas. 

 

Riassumendo, come vede, solo una minoranza di una minoranza dei pazienti diabetici di tipo 1 dovrebbe essere indirizzato ad un trapianto di isole.  La ragione di ciò sta nella valutazione del rapporto  “rischio-beneficio” che deve sempre guidare il diabetologo clinico nella scelta della terapia più adeguata per il bene generale del suo paziente.  Nel caso del trapianto di isole il rischio di sottoporre il paziente agli effetti collaterali della terapia immunosoppressiva (necessaria a prevenire il rigetto delle isole o del pancreas) deve essere minore del rischio che il paziente corre a causa della instabilità glicemica. 

 

Per quanto riguarda le cellule staminali siamo ancora a livello di studi negli animali.  Alcune sperimentazioni cliniche sono state eseguite pare con parziale successo in alcuni paesi del sud America ma i dati a riguardo sono ancora scarsi e bisogna attendere ulteriori studi.

 

Spero di essere stato sufficientemente chiaro.

Cordialmente,

 

A. Davalli

Diabetologo - Endocrinologo
Istituto Scientifico H San Raffaele
Milano