Retrapianto PDF Stampa E-mail
Scritto da Antonio Secchi   
Martedì 21 Luglio 2009 15:32

D:

Buon giorno, ho avuto il piacere di consultare il Vostro sito.
Mio marito è affetto da diabete di tipo 1 dall'età di sette anni.
Lo scorso anno si è sottoposto a trapianto di pancreas che si è concluso dopo un anno con un rigetto cronico.
Vorrei chiederVi quali sono orientativamente i tempi che devono trascorrere affinchè possa sottoporsi a nuovo trapianto.

Avrei, peraltro, da sottoporVi una domanda alla quale ancora oggi non ho avuto risposta univoca: vorrei sapere se il diabete è una malattia ereditaria e quali possibilità vi sono che un nostro bambino possa contrarre la malattia. Preciso che anche la madre di mio marito è affetta da diabete di tipo 1.

RingraziandoVi per il momento, spero di avere una risposta e la possibilità di rivolgermi nuovamente al Vostro consiglio.

Distinti saluti.

A. P.

 

 


 
R: Gentile Signora,
i tempi di ritrapiantabilita' dopo un trapianto di pancreas variano in funzione delle condizioni cliniche del paziente e delle ragioni dell' insuccesso.
Sara' quindi necessario visitare Suo marito ed analizzare i dati clinici in vostro possesso. Relativamente alla ereditarietà del diabete, non si può parlare di vera ereditarietà, anche se esiste una maggiore frequenza in alcune famiglie.
Esami ematici specifici consentono di stabilire il livello di rischio.
L' opportunità di eseguire questi esami e' in funzione dell' età del bambino.

Restiamo a Sua disposizione per ogni eventuale approfondimento.

Cordiali saluti

 


 
Prof. Antonio Secchi
Programma di Ricerca Strategica Trapianti
Direttore
Professore Associato in Medicina Interna
Universita Vita-Salute San Raffaele
Via Olgettina 60
20132 Milano