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Lantus vs Protaphane PDF Stampa E-mail
Scritto da Geremia Bolli   
Venerdì 27 Febbraio 2009 17:43

D: Salve, Mi chiamo M. C, vivo a Empoli (FI), ho 60 anni e sono diabetica da quando ne avevo 43.
Utilizzo da circa 20 giorni la Lantus 20 unita' alle ore 21 associata a 3 compresse giornaliere (ai tre pasti) di Metfornom 1000 più 2 compresse giornaliere di Diamicron 80 (pranzo e cena).
Le mie glicemie mediamente sono 130 - 150 - 180 - 170 (misura x 4 volte al giorno). Prima della Lantus prendevo la PROtaphane Novolet, sempre la sera alle 21, e non avevo nessun disturbo.
Dal momento che ho iniziato la Lantus ho incominciato ad avere grossi disturbi alla testa (forte calore e stato confusionale), alle sera gambe e caviglie gonfie (cosa mai avuta prima) e annebbiamento della vista.
Recatami presso l'unita' operativa di diabetologia di Empoli la dottoressa non dava molta importanza ai citati disturbi dicendomi di continuare.
Ma purtroppo i sintomi nei giorni successivi erano piu' evidenti, fino a non poter guidare l'auto e a svolgere le mansioni che quotidianamente sono solita fare aggravato dal fatto che la notte non riuscivo a prendere sonno..
Ieri sera, da quanto stavo male, ho deciso di non fare la Lantus.
Ebbene stamattina i sintomi sono quasi del tutto scomparsi.

Questo mi fa pensare, da ignorante, che la Lantus a me prescritta non sia idonea al mio metabolismo, e quindi vorrei ritornare a prendere La Protaphane.

Un'ultima cosa: mi è stato riferito che il Protaphane Novolet non verrà più prodotta, Le risulta?

Vorrei un Vostro cortese parere sul da farsi ringraziandoVi anticipatamente e scusandomi per il disturbo

M. C.



 

R: gentile signora C.

il Suo diabetologo Le ha detto bene: lantus è estranea ai suoi disturbi, è innocente. 

I suoi disturbi hanno altra causa che andrebbe cercata e curata.

Detto questo, non c'è problema a smettere lantus e usare al suo posto Protaphane che è un'ottima insulina se si fa attenzione ad evitare il rischio ipoglicemia notturna monitorando la dose.

cari saluti

 


Prof. Geremia B. Bolli
Department of Internal Medicine, Endocrinology
and Metabolism
University of Perugia