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Analoghi rapidi PDF Stampa E-mail
Scritto da Geremia Bolli   
Venerdì 27 Febbraio 2009 17:45

D: Sono C. Q. ho 42 anni e dall'eta' di 16 sono diabetico insulinodipendente (tipo 1)

uso il microinfusore Animas, sono attento al conto dei carboidrati e all'indice glicemico degli alimenti ma la glicata e' a 10,5

sono sensibile a variazioni della basale di 0,025/ora che corrispondono a variazioni di glicemia di 30 l'ora, fuori pasto spesso uso temporanei +10%per 1ora (equivalenti a 0,045ui) per far scendere la glicemia di 60!

Mi hanno sempre detto che una volta trovata …la basale e' quella … tuttavia con la mia sensibilita' non riesco assolutamente a stabilizzarla, in questo hanno un peso le pur piccole variazioni nel comportamento quotidiano ( ormai conduco una vita assolutamente piatta) ma anche il sito di iniezione dell'ago (interno esterno pancia), il 1° o il 6° giorno di utilizzo dell'insulina, le bollicine d'aria che comunque si formano nella cannulla dell'ago.

Quindi per la basale ho impostato i 4 programmi disponibili, differiscono uno dall'altro solo di 0,025 ui/ora cioe' 0,60 ui/die, rispettivamente per una basale giornaliera di 8,88 - 9,48 – 10,08 – 10,68

li adopero tutti e 4 e spesso mi devo spostare ancora piu' in basso a 8,28 e anche a 7,68 o piu' in alto a 11,28 o 11,88.

Inoltre le variazioni quotidiane della basale incidono esponenzialmente sul bolo con 1ui di insulina rapida che metabolizza da 18CHO a 35CHO; si capisce che e' estremamente facile rimbalzare subito dopo il bolo, per questo sono costretto a inserire molti zuccheri rapidi nei pasti e a mangiarmi (per esempio) 250g di uva o 8 susine e devo aumentare ancora se nello stesso pasto (per esempio) ho legumi o pizza. I migliori andamenti gli ho ottenuti sul rapporto 1ui = 23CHO con bolo prima della frutta, peccato che certe volte questo rapporto va con 7,68 di basale e altre con 11,28

Cerco di tenere fisso il bolo e impostare la basale sul risultato del post prandiale.

Colazione 1,5 ui per 35 CHO (biscotti e yougurt)

Pranzo 6,0 ui per 140 CHO (pasta, pane, verdura, salumi/ formaggi,frutta/ dolce)

Cena 3,8 ui per 90 CHO (poca pasta/riso/farro, verdura/legumi, carne/pesce ,frutta/dolce)

Alla fine della giornata ho fatto 12-15 controlli della glicemia, le strisce non bastano mai! (ho usato anche il Guardian ma con me perde frequentemente il segnale) tutto e' estremamente complicato e pesante e finisco spesso per passare giornate comunque a 400.

E pensare che fino al maggio del 2004 STAVO BENISSIMO!! avevo la glicata inferiore a 7 e una vita normale, usavo Actrapid hm e Actraphane hm 50/50 in concentrazione da 40ui/ml e facevo 3 iniezioni al giorno … andavo a lavoro in auto, al ristorante con gli amici, in vacanza al mare o all'estero mangiando di tutto, facevo trekking e mountain bike... non avevo bisogno di pesare gli alimenti bastando una approssimativa conoscenza del loro indice glicemico. Oggi non riesco a fare niente di tutto questo.

I problemi sono arrivati quando non ho piu' trovato in commercio la mia insulina in concentrazione 40ui/ml e sono dovuto passare alla nuova Actrapid e Actraphane 50/50 in concentrazione da 100ui/ml, mi e' stato detto di non preoccuparmi perche' tanto 1ui rimane 1ui.

In realta' da subito la nuova versione si e' mostrata molto piu' “potente” e mi sono trovato a dimezzare le dosi. Ho iniziato a rilevare glicemie molto elevate al mattino sempre meno occasionali; in un anno la situazione e' notevolmente peggiorata con glicemie altalenanti senza alcuna logica apparente, la glicata e' arrivata a 9.

Da allora non ho piu' avvertito le ipoglicemie.

Sono passati quasi 5 anni tra un prova questa e un prova quella, ho usato tutte le insuline in commercio in tutte le combinazioni possibili ma sempre rimbalzi rimbalzi rimbalzi e la glicata e' arrivata a 10,5.

Chiedo…

Le case farmaceutiche con la “complicita' ” dei medici hanno eliminato e stanno eliminando le insuline meno usate facendo l'interesse dei pazienti? oppure si cerca di fare soldi spacciando i costosi microinfusori come soluzione per chi ha bisogno di poca insulina alla faccia della qualita' della vita del paziente che comunque deve tenersi un ago nella pancia, pesare tutto, contare i carboidrati, fare un numero enorme di controlli della glicemia! E' chiaro che per me era meglio dare questa opportunita'in aggiunta a tutte le altre che ci potevano essere differenziando le terapie insuliniche aumentanto la possibilita' di scegliere e non riducendola. Che differenza c'e' tra novorapid, humalog e apidra!

Era cosi difficile lasciare in commercio anche le insuline in concentrazione da 40ui/ml tanto meno aggressive per coloro che hanno bisogno di poca o pochissima insulina?

Mi dicono che sono un caso raro, ma esisto anch'io! e sono veramente così solo? Fuori da una fascia media gli anziani o i giovaniissimi che vantaggi hanno avuto ?

Qualcuno si e' curato di sapere se da quando si consiglia l'uso di analoghi rapidi agli anziani sono aumentati gli infarti?

Gli analoghi rapidi riducendo la possibilita' di ipoglicemie (in teoria!) hanno ridotto il numero delle strisce usate in autocontrollo oppure le hanno aumentate visto che quando vado al centro diabetologico sento tutti che si lamentano che ne devono fare di piu' e che non ne ricevono abbastanza?

L'uso di analoghi rapidi impone ai giovani un primo impatto con il diabete con 4 inizioni die che possono diventare con le correzioni anche 5-6 oppure si arriva a consigliare il microinfusore ai bambini.
Qualcuno ne ha valutato l'impatto psicologico? si deve arrivare a casi come quello della ragazza di firenze che e' morta di “rifiuto”

C. Q.





 

R: caro C

grazie per la tua lunga, dettagliata, chiara lettera e per aver esposto problemi concreti, frequenti e posto domande di interesse generale.

Non ti conosco come persona, ma conosco bene cosa è il diabete tipo 1 con durata >25 anni quale tu hai, dai pazienti che seguo e mi pare dal tuo racconto di rivedere alcuni (molti) dei miei pazienti. 
Quello che ti scrivo è l'esperienza che ho fatto con loro, non una scienza esatta... una premessa importante: tu hai A1C >10% e perdita dei sintomi di ipoglicemia. 
Questa combinazione è il peggio che possa capitare ad una persona giovane, hai 2 problemi seri da risolvere. 
Nessun processo al "perchè" sei arrivato in questa brutta situazione, ma una sottolineatura che hai toccato il fondo, e che è necessario risalire la china. 
In 6 mesi puoi avere la tua A1C fra 8,0-7,0% e in altri 3 mesi arrivare a A1C di 7.0% stabile. 
In 3 settimane puoi recuperare i sintomi dell'ipoglicemia.
Come?
Microinfusore ed iniezioni multiple oggi sono equivalenti, non c'è un sistema migliore dell'altro. 
E' il paziente che sceglie il "mezzo" (da Milano a Roma si può andare bene oggi in aereo o treno veloce...l'importante è arrivare...). 
Quindi fai una riflessione, se ti trovi bene con il micro continua, altrimenti cambia subito a lantus + analogo rapido (humalog/novorapid/apidra sono uguali)

Micro: è un piccolo, utile elettrodomestico che va adattato senza "derive".  Hai bisogno di 1 sola basale al dì, forse 2 o 3 (è da vedere), ma non più. 
Non cambiare mai programma. 
La basale va toccata il meno possibile, il lavoro si fa con i boli.

Iniezioni multiple: lantus ore 20, analogo rapido ad ogni pasto, più forse 1 U o 1,5 ore 16-17 per una buona glicemia pre-cena. Ripeto, queste 2 tecniche danno gli stessi risultati.

Non fare il conteggio dei carboidrati, ma usa il bolo di insulina pesando "ad occhio" gli alimenti.  Per un pasto grasso/ricco di CHO, fai un 2° bolo 1-2 ore dopo pasto.

Glicemie: digiuno/prima pranzo/2-h dopo pranzo/prima cena/ore 23 tutto qui. 

Come tutti, anche tu puoi migliorare e rientrare nel "club 7.0%" con i sintomi di ipoglicemia.

Non sei diverso dagli altri, non esiste la diversità riguardo alla risposta all'insulina, esiste solo una buona o meno buona pratica di uso della stessa insulina in soggetti diversi.

Tutto quanto ho scritto sopra può essere fatto solo con la frequentazione assidua di un diabetologo disponibile. 

Non fare il "fai da te", vai fuori strada.

Se vuoi o puoi, venire a Perugia, sarò contento di aiutarti.

cari saluti

 


Prof. Geremia B. Bolli
Department of Internal Medicine, Endocrinology
and Metabolism
University of Perugia