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Il diabete 2 può "scomparire" se si cambia stile di vita PDF Stampa E-mail
Scritto da Geremia Bolli   
Venerdì 27 Febbraio 2009 18:23

D: Caro professore, innanzitutto, grazie per l'attenzione:
seguo quasi sempre la chat di Portale Diabete purtroppo mi è sfuggita proprio quella del 25 marzo scorso dove lei è autorevolmente intervenuto.
Leggendo il resoconto della serata sul suddetto portale ho letto la sua risposta ad una delle primissime domande che le hanno posto; e, più precisamente, trascrivo la domanda e la sua risposta, per rinfrescarle la memoria.

>Lisa Per curare il db2 è consigliabile usare insulina e non pastiglie ipoglicemizzanti che potrebbero sforzare le insule ancora funzionanti e distruggerle per sempre?

>Prof. G.B. Bolli in teoria è così, in pratica l'insulina va data al momento giusto, con lo schema giusto...

>Lisa Ma dandola subito, non protegge le insule? Il diabetico 2 pensa di essere meno malato del diabetico 1 e non accetta sempre l`insulina.

>Prof. G.B. Bolli è vero, ma spesso, all'inizio, basta cambiare stile di vita, dimagrire e il diabete scompare... allora l'insulina non è utile... dopo un po' di tempo il diabete spesso torna... allora è meglio attaccare con l'insulina rispetto alle pasticche

Ecco è proprio questa sua risposta che mi ha colpito. Vorrei, se ne ha voglia e tempo, un suo parere sul mio caso.
Sono un db tipo 2 dal dicembre 2007 scoperto abbastanza precocemente perché sono un donatore abituale di sangue.
A dicembre 2007 dicevo, avevo glicemia 130 e glicata 8.6. Queste ultime analisi fatte per conto mio in laboratorio e non frutto di quelle della donazione del marzo 2007 dove era uscita una glicemia di 150 e da li primo campanello d'allarme.
Messomi a dieta e cambiando stile di vita (ho perso qualcosa come 6 kg in 4 mesi) più attività fisica (ho ripreso a correre) e rifatte le analisi di routine a fine marzo sono usciti i seguenti valori : glicemia 79 e glicosilata 5.3.

Ora mi domando e le domando delle due l'una: o una delle due glicate se non pure la glicemia è sbagliata oppure come lei sostiene cambiando stile di vita e dimagrendo il diabete è "scomparso".
Se questa seconda ipotesi è corretta, come lei afferma, mantenedo lo stesso stile di vita io che ho 49 anni con 166cm di altezza per 66kg di peso devo sperare in una "totale scomparsa" di questa patologia?
Questo alla luce del fatto di avere un padre affetto da db 2 da più di 20 anni e che non ha mai fatto uso di insulina?
La prego professore mi dia un suo parere cosi sarò più preparato in vista della mia prima visita diabetologica che sosterrò a giorni.

Ringraziandola per sua attenzione

Cordialmente
E. P.


 

R: grazie per l'attenzione sig. P.
Lei ha ben compreso le mie parole (e non è facile in chat...)
Lei è stato bravo a cambiare stile di vita e credo le analisi siano giuste, ma si controlli ogni 3 mesi, glicemia VENOSA e A1C.

il futuro? nelle mani di Dio.  Ma Lei comunque ritarderà la comparsa del diabete se è scritto nei suoi geni che Lei avrà diabete, può ritardare di molti e molti anni, forse a quel tempo iniziare l'insulina sarà la seconda arma vincente per Lei

ne riparliamo fra 20 anni?

cari saluti

 

D: caro professore:
dirle grazie sarebbe riduttivo per esprimerle il mio stato d'animo. Quando capitano "tegole" in testa come è successo a me si cerca sempre un parere, una voce autorevole, che dia conforto ed incoraggiamento nel proseguire l'opera che si è intrapreso.
Parole più belle e confortanti di quelle che lei ha scritto non potevo leggere. Mi ha dato la conferma che ho innescato un circuito virtuoso al quale devo attenermi. Sempre. Adesso potrò più tranquillamente affrontare la visita diabetologica forte di un autorevole parere. Con uno stato d'animo meno disperato e più positivo.
Per quanto riguarda i controlli trimestrali quelli erano già previsti perché le donazioni di sangue hanno appunto una cadenza trimestrale; questo naturalmente per quanto riguarda la glicemia a digiuno. Per la glicosilata li effettuo in laboratorio per conto mio. Ed è questa (la donazione) la cosa a cui più tenevo perché so che chi fa insulina non può più donarlo. Ed era il fondato rischio che questo si avverasse che più mi aveva gettato nello sconforto e per la quale lei con la sua opinione mi ha risollevato.
Non le sarò mai abbastanza riconoscente. Se capita dalle mie parti le sono in debito di una cena, o qualsiasi altra cosa lei avesse bisogno.

Grazie ed ancora grazie...poi dicono che gli angeli non esistono.
cordialmente


E. P. da Ischia (na)

 

 

 


Prof. Geremia B. Bolli
Department of Internal Medicine, Endocrinology
and Metabolism
University of Perugia