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Quello che faccio non serve a niente? PDF Stampa E-mail
Scritto da Geremia Bolli   
Venerdì 27 Febbraio 2009 20:56

D: buona sera,

ho 58 anni, faccio da anni ogni 6 mesi le analisi del sangue, e a gennaio di quest'anno mi è stato confermato che soffro di diabete tipo 2.

Mi sono rivolto ad un centro antidiabetico di Roma ed ho seguito tutte le diete e terapie consigliate abbinandole ad una adeguata attività fisica ecc ...  ho misurato scrupolosamente la glicemia pre e post pasto (105 e 130 max) e dopo due mesi i valori sono rientrati tutti nella norma, solo la glicosilata leggermente alta (6,2).

non vedevo l'ora di dirlo al medico ma mi ha veramente "gelato" dicendomi che avevo poco da stare allegro perchè potevo fare quello che volevo tanto prima o poi avrei dovuto aumentare le dosi delle medicine per poi arrivare fatalmente all'insulina, che questa è la malattia, progredisce inesorabilmente nel tempo.

La domanda: è vero questo ? Tutti questi sforzi non servono a niente ? Non si può controllare la malattia senza arrivare all'insulina ?

La ringrazio anticipatamente per la risposta e le porgo i miei saluti.

L G - Roma





 

R: Gentile Sig. G grazie del Suo messaggio. 

Lei ha ragione, il medico diabetologo anche. 

Cerco di spiegarmi. Se Lei continua il Suo comportamento virtuoso (dieta, immagino stia dimagrendo anche se non so il Suo peso; attività fisica; farmaci credo metformina)
Lei ha ottime possibilità di "allontanare" il diabete nel tempo, addirittura può guarire. 
La guarigione è rara perchè implica un cambio (radicale) dello stile di vita e a 50-60 anni molti di noi sono impigriti per abitudini acquisite, per questo il medico vede raramente una risposta così buona alla terapia non-farmacologica. 
Ma il miglioramento-guarigione esiste come Lei dimostra.
Il diabete tipo 2 è eterogeneo, ha un'evoluzione diversa da caso a caso a seconda della genetica e del comportamento delle persone. 
Nel "gruppo" di 10-20 mila pazienti (studio UKPDS), in 10 anni il pancreas peggiora la sua funzione in modo progressivo, a questo si riferiva il medico che L'ha "gelata".

Non si spaventi, in medicina occorre sapere cosa fa il "gruppo", ma occorre capire che si ha davanti, i destini sono spesso diversi. La scommessa di terapia oggi è prevenire la perdita di funzione pancreatica dei successivi 10 anni con ogni mezzo (credo Lei ne usi molti), inclusa l'uso precoce di insulina.  Quest'ultima andrebbe usata anche quando non necessaria per la glicemia, ma solo 2-4 Unità in forma di "basale" per "aiutare" il pancreas e quindi prevenire il suo usaurimento. 

Il concetto che Lei (e tutti coloro che soffrono di diabete T2) devono sapere è quello che conta non è tanto la glicemia di oggi, ma cosa accadrà fra 5-10-15 anni. 
Per la Sua età, questa è una prospettiva molto importante. 
Questa nuova scoperta che l'insulina può allungare la vita al pancreas è importante e va valorizzata. 

Guardi con ottimismo al Suo futuro!

mi faccia sapere cari saluti

 


Prof. Geremia B. Bolli
Department of Internal Medicine, Endocrinology
and Metabolism
University of Perugia