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La lantus e' sempre un'alternativa utile? PDF Stampa E-mail
Scritto da Alberto Davalli   
Martedì 28 Luglio 2009 15:44

D: a seguito di glicemie alte al mattino che non riuscivo a risolvere aumentando la dose serale di protaphane, su consiglio del medico sono passata alla lantus e a novorapid in concomitanza con i pasti ma il dosaggio finora non ha ottenuto buoni risultati poiche' se la glicemia al mattino si aggira sui 60 70,gia' due ore dopo colazione arriva a 230 e,pur cercando di adeguare la dose di novorapid alla quantita' di carboidrati, mi ritrovo verso le 17 a valori persino di 390 (pur seguendo rigidamente la dieta) e quindi ho con la lantus un controllo metabolico  molto peggiore rispetto alla terapia precedente (actrapid al mattino ,novorapid  pranzo, actrapid alla sera e protaphane alle 23)

E' possibile che la lantus non sia cosi' perfetta in qualche paziente? E' forse meglio tornare alla terapia precedente o insistere ancora aspettando i tempi di adeguamento (e' ormai da 40 giorni che cerco il dosaggio giusto)

In attesa di un consiglio, porgo distinti saluti.
(dimenticavo di dire che ho 47 anni, sono diabetica da 21 e non ho complicanze)

MPM

 

R: E' difficile dare un consiglio senza vedere più nel dettaglio le glicemie misurate a casa.  Potrebbe essere solo un problema di dosaggio inadeguato delle novorapid del mattino e di pranzo oppure, come a volte succede, la Lantus che non la "copre" abbastanza bene. 

La lantus è molto utile nella maggioranza dei pazienti ma ormai noi diabetologi abbiamo imparato che esiste un 20% di pazienti in cui non funziona come dovrebbe. 
In questi casi, a volte, il controllo migliora dividendo la dose totale di Lantus in 2 iniezioni una da praticare al mattino ed una alla sera. 
Esistono poi dei pazienti in cui problemi simili ai suoi possoono essere risolti tramite utilizzo anche a tutti e 3 i pasti  di preparazioni "premiscelate" di iinsulina rapida e lenta.

Infine, è in commercio una nuova alternativa alla lantus che si chiama Levemir. 

Come avrà capito esistono molte possibilità e schemi, però le ricordo la necessità di discuterne con un diabetologo con un diario glicemico il più informativo possibile e di evitare il "fai da te".

Saluti

 


Dott. Alberto M. Davalli
Diabetologo - Endocrinologo
Istituto Scientifico San Raffaele
Milano