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Ipo, iper e caramelle PDF Stampa E-mail
Scritto da Alberto Davalli   
Martedì 28 Luglio 2009 16:58

D: Dopo un'ipoglicemia (60) alle 5 di mattino risolta con due caramelle di zucchero ho avuto per molte ore la glicemia molto alta. E' una cosa consueta. Anni fa credevo fosse una conseguenza dei troppi zuccheri ingeriti (ai tempi mangiavo una mela o latte), poi ho capito che l'innalzamento glicemico è indipendente da questo e che probabilmente è causato da una "produzione di glucosio" da parte del fegato che continua nel tempo. La gestione della situazione è molto difficile, perchè l'innalzamento è ogni volta differente in quanto a momento di inizio dopo l'ipoglicemia, in quanto a durata e a severità. Chiedo un parere e un aiuto.
Ps: assumo, oltre all'insulina, una pastiglia di metformina a pranzo.

Grazie, Saluti L. C.


 

R: Di fronte ad un 60 di glicemia 2 caramelle (se sono di tipo simile alle fondenti di zucchero della perugina) o 2 zollette di zucchero sono perfettamente adeguate.  Si è pertanto comportata in modo corretto non esagerando con l'introduzione di zuccheri. 
Tuttavia, deve considerare che l' ipoglicemia scatena dei servomeccanismi ormonali di controregolazione che hanno lo scopo di innalzare la glicemia indipendentemente dalla assunzione o meno di zucchero o altri alimenti.  Tali meccanismi consistono nell'aumento nella circolazione sanguigna degli ormoni controregolatori (catecolamine, glucagone ed ormone della crescita). 
Sebbene sia teoricamente possibile "spegnere" tale risposta con altri farmaci ciò è in realtà molto più dannoso che utile.  Tale meccanismo controregolatorio è infatti molto utile a limitare il pericolo di una ipoglicemia grave seguita da coma. 
Anche se può sembrare banale la soluzione migliore al suo problema è quella di evitare le ipoglicemie! 
Si concentri nel cercare di capire perchè capitano e sulle strategie per prevenirle. 

Comunque se nel complesso il compenso glicemico rimane buono (glicata sotto il 7%) qualche episodio di iperglicemia postipoglicemica non la deve preoccupare più di tanto. 

Cordiali Saluti,

 


Dott. Alberto M. Davalli
Diabetologo - Endocrinologo
Istituto Scientifico H San Raffaele
Milano