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Nice respinge l'uso di ranibizumab nell'edema diabetico PDF Stampa E-mail
Sabato 16 Luglio 2011 15:07

In un documento pubblicato sul proprio sito, il Nice ha confermato una precedente decisione e si è espresso in maniera negativa su ranibizumab, non raccomandando l’uso di questo farmaco a carico del servizio sanitario britannico (Nhs) per la terapia dei pazienti con edema maculare diabetico. Non si tratta ancora della decisione definita che verrà preso tra circa un mese. L’azienda produttrice del farmaco, Novartis, ha reso noto che intende presentare appello. L’agenzia britannica in precedenza aveva raccomandato l’uso del farmaco per la degenerazione maculare legata all’età.

Secondo Andrew Dillon, chief executive del Nice, il farmaco ha dimostrato la sua efficacia nella terapia dell’ edema maculare diabetico, tuttavia non si è dimostrato costo efficace rispetto alla laser terapia. Secondo Novartis, il farmaco ha un’efficacia superiore alla laser terapia che da sola non è in grado di migliorare la capacità visiva. 
Secondo il Nice, l’azienda produttrice ha anche sottostimato il costo complessivo della nuova terapia, sottostimando l’Icer (incremental cost-effectiveness ratio). Ad esempio, secondo l’agenzia non si è tenuto conto dei pazienti per i quali si rende necessario un trattamento per entrambi gli occhi. 

La terapia mensile con il farmaco costa circa 742 sterline e Novartis si era resa disponibile a offrire gratuitamente la terapia ai pazienti per i quali si fossero rese necessarie più di 12 iniezioni.

Diabetes UK, un’associazione no profit britannica che si occupa dei malati di diabete, ha fortemente criticato la decisione del Nice sia dal punto di vista umano, “più persone perderanno  la vista”, sia da quello economico, “prendersi cura di un cieco costa molto di più che curarlo prima in maniera adeguata”.

L’edema maculare diabetico (Emd) è la causa principale di perdita visiva tra i pazienti diabetici. La prevalenza dell’Emd nei Paesi industrializzati è in costante aumento ed è strettamente correlata alla durata della malattia. 

Il Winsconsin Epidemiologic Study of Diabetic Retinopathy (WESDR), riporta un’incidenza dell’EMD del 20,1% nella popolazione diabetica giovanile insulino-dipendente, del 25,4% nella popolazione adulta insulino-dipendente e del 13,9% nei pazienti adulti non insulino-dipendenti.

L’Emd insorge quando, a causa di un’alterata permeabilità capillare, un flusso passivo di plasma o sangue passa dal compartimento vascolare nello spazio extracellulare. In condizioni di normalità, l’endotelio dei vasi retinici funziona come una barriera selettiva grazie a tre meccanismi: presenza di enzimi specifici deputati al trasporto, pinocitosi che limita il passaggio transcellulare di sostanze insolubili e la presenza di giunzioni endoteliali strette che impediscono la diffusione intercellulare di sostanze solubili. Nei soggetti diabetic, la permeabilità, transcellulare e intercellulare, è aumentata.


Documento del Nice

 

da Pharmastar.it