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Retinopatia diabetica: nuovi interessanti dati dal programma di studio DIRECT PDF Stampa E-mail
Giovedì 11 Settembre 2008 16:36

Resi noti oggi al 44° Meeting della European Association for the Study of Diabetes (EASD), i risultati del programma di studio DIRECT (DIabetic REtinopathy Candesartan Trials), ideato per valutare l'efficacia di un farmaco antipertensivo, il candesartan, sull'esordio e la progressione della retinopatia diabetica in 5.231 pazienti di tipo 1 e 2, trattati per almeno quattro anni, in 30 paesi.

Nei diabetici di tipo 1 il candesartan ha ridotto la comparsa della retinopatia diabetica del 18% rispetto al placebo. Nei diabetici di tipo 2, con segni iniziali di retinopatia, la somministrazione del farmaco ha prodotto un miglioramento della retinopatia diabetica del 34%.

"Per la prima volta uno studio clinico ha dimostrato che un normale antipertensivo è in grado di ridurre la comparsa della retinopatia nel diabete di tipo 1 e di migliorarla in quella di tipo 2 - ha affermato Massimo Porta, membro dello Steering Committee di DIRECT e Presidente del Comitato organizzatore EASD Roma 2008 -
Questi risultati aprono importanti prospettive anche pratiche e ci auguriamo che nuovi studi possano confermarli, al fine di permettere l'applicazione clinica di questa scoperta. Infatti, al di là della laserterapia, ancora oggi non disponiamo di farmaci per curare o meglio ancora prevenire la retinopatia diabetica. Il controllo della glicemia e della pressione arteriosa, oltre che difficili da ottenere, non necessariamente sono sufficienti a evitare questa temibile complicanza".

La retinopatia è la complicanza più frequente del diabete ed è la causa più comune di cecità e riduzione della vista nella popolazione in età lavorativa: più dell'80% dei diabetici di tipo 1 e del 60% di tipo 2 sviluppa retinopatia dopo 20 anni di malattia.

 

da Salute Europa

11 settembre 2008