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L’elettroionoterapia nel trattamento delle ulcere cutanee PDF Stampa E-mail
Venerdì 20 Aprile 2007 13:33

Le indicazioni cliniche dell’elettroionoterapia sono molteplici, in particolare diverse manifestazioni patologiche a carico della cute, del tessuto muscolare, tendineo e articolare, di origine infiammatoria, post-traumatica, degenerativa.
La maggior parte degli studi su fenomeni cellulari in corso di elettroionoterapia sono stati effettuati sulle lesioni cutanee durante le fasi di riparazione tessutale.

Gli effetti sicuramente attribuibili agli ioni positivi riguardano l’influenza sull’incremento numerico di neutrofili, macrofagi e mastociti presenti nei tessuti circostanti le lesioni. Inoltre sviluppano una intensa azione battericida e antitrombotica nei vasi arteriosi e venosi di piccolo calibro.
Gli ioni negativi invece esplicano un’attività proliferativa delle cellule epidermiche, incrementano la velocità del flusso ematico, riducono l’edema infiammatorio bloccando la cascata degli eventi neuroendocrini che lo determinano, solubilizzano i trombi endovasali, inibiscono la produzione di endotelina e stimolano la produzione di ossido nitrico essenziale per la rigenerazione delle strutture vascolari e tessutali danneggiate dall’insulto traumatico, batterico o virale.
L’aspetto più tipico di questa ultima azione è dimostrata dall’attività neoangiogenetica osservata nei tessuti ulcerati. Le principali risposte biochimiche riscontrate dopo applicazioni elettroionoterapiche sono:

1) aumento della sintesi aminoacidica e proteica con risintesi di ATP;
2) aumento della sintesi di DNA;
3) aumento del calcio intracellulare;
4) attivazione della tirosina-chinasi e proteina-chinasi C.

Da circa un anno abbiamo iniziato a utilizzare l’elettroionoterapia presso l’ambulatorio del
piede diabetico del PO di Tradate trattando, in aggiunta alle terapie tradizionali, diversi tipi di lesioni cutanee (arteriose, venose, miste, neuropatiche, post-traumatiche, da decubito) con l’apparecchiatura BIO-EJT 101.

Tale apparecchiatura eroga contemporaneamente sia ioni positivi che negativi. L’applicazione avviene senza il contatto diretto sulla cute del paziente e senza effetti collaterali indesiderati.

La produzione artificiale degli ioni come quella consentita con BIO-EJT si basa essenzialmente sull’“effetto corona” che caratterizza un fenomeno che avviene quando tensioni elevate vengono applicate a elettrodi a punta, costituiti in genere da fibra di carbonio.

La punta di un elettrodo genera campi elettromagnetici con emissione di elettroni ad alta energia variabile. La nostra esperienza, per quanto iniziale e quindi da ampliare e da confermare anche con protocolli con gruppi di confronto, ha evidenziato risultati sicuramente positivi dal punto di vista clinico per quanto riguarda:
a) risoluzione della sintomatologia associata (dolore, bruciore, prurito);
b) accorciamento dei tempi di guarigione delle lesioni cutanee;
c) mancanza di effetti secondari indesiderati.

 

di Margiotta A, Manna M
UOS Diabetologia, Ospedale di Tradate (VA)

da GIDM

20 aprile 2007