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Attenzione alle unghie! PDF Stampa E-mail
Venerdì 16 Febbraio 2007 13:39

Nei pazienti più anziani con diabete di lunga data, l'ispessimento e l'ingiallimento delle unghie dei piedi sono spesso dovuti a infezioni fungine: questo sarebbe emerso da un intervento alla conferenza Council of Nail Disorders, tenutasi a Washington DC, USA,

I "nostri risultati devono costituire un'avvertenza per i medici, in quanto, nei pazienti ad alto rischio di sviluppare ulcere podaliche correlate al diabete, le infezioni fungine ungueali sono piuttosto diffuse", ha dichiarato a Reuters Health la D.ssa Stephanie Wu, della Rosalind Franklin University of Medicine and Science, North Chicago.

L'ispessimento e l'ingiallimento delle unghie di per sé non sono indice di infezione fungina. ma possono derivare da leggeri traumi del piede, ad esempio se si portano scarpe scomode.

La D.ssa Wu e i suoi colleghi hanno esaminato 96 pazienti che presentavano riduzione della sensibilità del piede, una condizione che spesso si riscontra nei diabetici, e unghie ispessite e ingiallite. I pazienti, che frequentavano regolarmente un ambulatorio clinico per la cura del diabete per le terapie di routine, erano tutti di sesso maschile, età media 71 anni e diabetici in media da 16 anni.

I ricercatori hanno prelevato campioni delle unghie e dei tessuti sottoungueali dalle dita maggiormente interessate dal fenomeno. Venticinque pazienti presentavano ispessimento delle unghie senza traccia di infezione. Negli altri 71 pazienti erano presenti infezioni fungine ungueali.

Secondo la D.ssa Wu le terapie antimicotiche in genere sono efficaci, ma è opportuno assumere con cautela agenti orali a causa della loro associazione con l'insufficienza cardiaca e la tossicità epatica.

Ottenere la remissione dell'infezione fungina non è il solo scopo della terapia, ha dichiarato la D.ssa Wu. La diagnosi di infezione fungina ungueale sprona i pazienti a "prestare più attenzione ai piedi, il che, in ultima analisi contribuisce ad evitare che si arrivi ad ulcerazioni".

 

 

(Reuters Health)

16 febbraio 2007