Home » Diabete tipo 1 » Complicanze » Minor rischio di chirurgia oculare con un trattamento intensivo
 
Minor rischio di chirurgia oculare con un trattamento intensivo PDF Stampa E-mail
Mercoledì 13 Maggio 2015 09:07

Un trattamento intensivo con insulina può ridurre in modo significativo l’incidenza e il costo degli interventi di chirurgia oculistica nei pazienti con diabete di tipo 1. Lo rivela un’analisi dei dati dello studio Diabetes Control and Complications Trial (DCCT), pubblicata da poco sul New England Journal of Medicine.

In particolare, dopo aver aggiustato i dati in base ai fattori di rischio confondenti, gli autori hanno scoperto che il trattamento intensivo ha ridotto il rischio di dover subire uno o più interventi oculari legati al diabete del 48% (P < 0,001) e quello di un qualunque intervento di chirurgia oculare del 37% (P = 0,01) rispetto al trattamento antidiabetico convenzionale.

Altre analisi recenti basate sui dati dello studio DCCT hanno dimostrato che, rispetto al controllo glicemico convenzionale, il controllo glicemico intensivo è associato a un rischio più basso del 55% di infarto miocardico o ictus, inferiore del 50% di declino della funzione renale, e, sorprendentemente, inferiore del 33% di mortalità.

Pertanto, "una terapia intensiva, finalizzata a ottenere un controllo glicemico il più vicino possibile al range non diabetico, nel modo più sicuro possibile, rimane un obiettivo di fondamentale importanza nel trattamento del diabete di tipo 1" ha detto l’autore senior dello studio, David S Nathan, del Massachusetts General Hospital e della Harvard University di Boston, in un’intervista. "Non solo riduce le prime fasi della retinopatia diabetica, ma ancor di più gli stadi avanzati e, in questo caso, la necessità di interventi di chirurgia oculare."

Com’è noto, il diabete aumenta il rischio di retinopatia grave, cataratta e il glaucoma. Nello studio DCCT, rispetto alla terapia insulinica convenzionale, il controllo glicemico intensivo è risultato associato a una riduzione del 76% dell'insorgenza di retinopatia e una riduzione del 52% della progressione della malattia, spiegano Nathan e i colleghi nell’introduzione del lavoro.

Il team di ricercatori ha quindi provato a valutare l’incidenza e i costi degli interventi di chirurgia oculare in questi pazienti durante un follow-up a lungo termine.

Dal 1983 al 1989, lo studio DCCT ha coinvolto 1441 pazienti con diabete di tipo 1 di età compresa tra i 13 e i 39 anni, di cui 711 assegnati al trattamento intensivo con insulina (volto a ridurre la glicemia il più vicino possibile al range non diabetico nel modo più sicuro possibile) e 730 alla terapia convenzionale (volta a prevenire i sintomi dell’iperglicemia e ipoglicemia, ma senza obiettivi glicemici specifici) per una mediana di 6,5 anni. Durante questo periodo, i due gruppi hanno mantenuto livelli medi di emoglobina glicata (HbA1c) rispettivamente pari al 7% e 9%.

Successivamente, quasi tutti i pazienti hanno partecipato allo studio di follow-up dello studio DCCT, chiamato EDIC, e sono stati seguiti fino al 2010.

I ricercatori hanno quindi registrato l’incidenza degli interventi di chirurgia oculistica associati al diabete e non, riferiti dai pazienti in questo arco di tempo, con un follow-up mediano di 23 anni.

Nel gruppo sottoposto alla terapia intensiva, 63 pazienti (l’8,9%) sono stati sottoposti a 130 interventi di chirurgia oculistica, mentre nel gruppo trattato con la terapia convenzionale gli interventi sono stati 189 in 98 pazienti (13,4%) e la differenza tra i due gruppi è risultata statisticamente significativa (P < 0,001).

I pazienti sottoposti a un’estrazione di cataratta sono stati 42 nel gruppo trattato in modo intensivo e 61 in quello trattato in modo convenzionale (P = 0,002), mentre quelli sottoposti a vitrectomia, a chirurgia per il distacco di retina o a entrambi gli interventi sono stati rispettivamente 29 e 50 (P = 0,01).

Gli interventi per il glaucoma, invece, sono stati rispettivamente 9 contro 14 e quelli di chirurgia della cornea rispettivamente due  e tre; in questo caso, tuttavia, le differenze tra i due gruppi non sono risultate significative.

I costi (aggiustati tenendo conto dell'inflazione) in dollari di tutti gli interventi di estrazione della cataratta, vitrectomia e glaucoma sono stati nel complesso inferiori del 32% nel gruppo sottoposto al trattamento intensivo rispetto a quello sottoposto alla terapia convenzionale.

"La riduzione dei livelli di emoglobina glicata spiega sostanzialmente tutti i benefici della terapia intensiva rispetto alla terapia convenzionale e questi risultati sottolineano l'importanza di un controllo precoce e intensivo del diabete" scrivono i ricercatori nella discussione del lavoro.

Inoltre, concludono Nathan e i colleghi, “una terapia intensiva ha le potenzialità di ridurre sostanzialmente la morbilità e l’ampio impatto sociale, economico e sanitario degli interventi di chirurgia oculare nei pazienti con diabete di tipo 1”.

Alessandra Terzaghi

The DCCT/EDIC Research Group. Intensive Diabetes Therapy and Ocular Surgery in Type 1 Diabetes. New Engl J Med. 2015; 372:1722-1733; doi: 10.1056/NEJMoa1409463.
leggi

 

 

da PHARMASTAR