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Massimo rispetto per i piedi PDF Stampa E-mail
Domenica 28 Febbraio 2016 19:11

Le problematiche complicative che ruotano attorno al piede costituiscono, nella popolazione diabetica, un argomento di primaria importanza che deve essere affrontato dal paziente e dagli operatori sanitari con positività, ma con determinazione. Il 15% delle persone affette da diabete mellito sperimenta, nell’arco della propria vita, l’evento ulcerativo a carico del piede. Se non idoneamente trattata l’ulcera può essere considerata uno dei fattori di rischio più importanti per l’amputazione. All’incirca il 30% dei ricoveri ospedalieri nella popolazione diabetica è legato al trattamento del piede diabetico. Talvolta la presenza di una lesione ulcerata al piede è il primo sintomo che permette di fare diagnosi di diabete in soggetti peraltro asintomatici. Purtroppo alla diagnosi di complicanza “piede diabetico” si associa un’opinione diffusa di ineluttabile destino di perdita dell’arto.In realtà nella maggior parte dei casi è possibile evitare tale tragico epilogo sia attraverso la prevenzione, arma formidabile per evitare la ulcerazione della cute, sia attraverso una diagnosi ed un trattamento precoce. Attualmente con un moderno approccio conservativo che comprenda la cura dell’ulcera, il trattamento dell’infezione, la rivascolarizzazione, è possibile raggiungere il salvataggio d’arto nella maggior parte dei casi. La diagnosi di ulcerazione del piede è solitamente accompagnata dalla concomitante diagnosi di neuropatia sensitiva e motoria e, almeno nel 50-60% dei casi, di arteriopatia obliterante.La neuropatia sensitiva favorisce la formazione di lesioni ulcerate nel piede attraverso la perdita della sensibilità agli stimoli dolorosi. In tale condizione i traumi, anche banali, spesso legati a calzature non idonee, o una incauta toilette, possono condizionare l’insorgenza di lesioni cutanee ad alto rischio di infezione. La neuropatia motoria, attraverso lo sviluppo di atrofia dei muscoli intrinseci del piede, conduce a deformità strutturali quali le dita “a martello” o “ad artiglio”. Tali deformità creano zone di eccessivo e patologico carico pressorio.A ciò si aggiunge la presenza di una sostanziale secchezza della cute del piede del soggetto diabetico con tendenza alla fissurazione ed alla apertura di porte per l’infezione.

L’altra importante componente che apporta un elevato rischio di amputazione è il deficit circolatorio che, nella popolazione diabetica, è particolarmente frequente e coinvolge le arterie della gamba in modo più diffuso e precoce, non risparmiando le donne in età pre-menopausale. Strategie efficaci per la prevenzione delle lesioni ulcerative nei pazienti diabetici richiedono il riconoscimento delle condizioni ad alto rischio e l’individuazione di interventi in grado di abbassare tale livello di rischio. Se l’85% delle amputazioni maggiori è preceduto da una ulcerazione e se questa è prevenibile o trattabile precocemente in modo positivo, allora anche l’amputazione risulta evitabile nella maggior parte dei casi. L’esame routinario del piede, associato ad interventi educativi sul paziente e all’uso di calzature e plantari di prevenzione, è in grado di prevenire l’insorgenza della lesione ulcerata.
Anche l’approccio al paziente da parte di una équipe multidisciplinare dedicata può dimostrarsi un metodo efficace nella strategia di prevenzione delle amputazioni.
La chirurgia costituisce uno dei trattamenti più efficaci delle lesioni attive riducendo i tempi di guarigione. Può inoltre essere utilizzata a scopo preventivo o correttivo per quei casi ad alto rischio di ulcerazione.

 

 

 

 

 

Luca Dalla Paola
Medico chirurgo
Specialista in Endocrinologia,Malattie del Ricambio e Diabetologia
Perfezionamento nel trattamento del piede diabetico

 

da NovoDiabete