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Celiachia e test fai-da-te PDF Stampa E-mail
Mercoledì 11 Ottobre 2006 10:27

La celiachia è una malattia immunomediata di natura genetica che si manifesta principalmente a livello gastrointestinale. È causata da una reazione immunitaria al glutine , che è un complesso proteico presente nei derivati di grano, segale e orzo.

Ce lo spiega il dott. Silvio Danese* , medico ricercatore dell'Unità Operativa di Gastroenterologia ed Endoscopia Digestiva di Humanitas diretta dal prof. Alberto Malesci . “L'ingestione di tutti gli alimenti che contengono glutine, come pane, pasta ecc., porta alla produzione di una serie di auto-anticorpi, come gli anti-tranglutaminasi e gli anti-endomisio, che ‘aggrediscono' la mucosa del piccolo intestino (cioè il tenue), determinando una reazione infiammatoria a livello dei villi, le strutture implicate nell'assorbimento dei cibi digeriti. L'atrofia villare porta clinicamente a una sindrome che si chiama malassorbimento”.

Quante sono le persone affette da celiachia?
“Si calcola che in Italia circa una persona su 150 ne sia affetta”.

In questi giorni è stato lanciato un test di diagnosi “domiciliare” della celiachia: servirà?
“Il test ha la capacità di individuare, con una goccia di sangue, la presenza di auto-anticorpi come gli anti-transglutaminasi che rappresentano uno dei marcatori immunologici della celiachia. Malgrado il test abbia una buona sensibilità, per dare un giudizio serviranno numerosi studi su ampia popolazione e un paragone coi controlli anticorpali routinariamente eseguiti in ospedale per far diagnosi di celiachia. Il test ha infatti bassa specificità, per cui può portare alla diagnosi di falsi positivi”.

Il test familiare sostituirà i mezzi classici di diagnosi di celiachia?
“Assolutamente no. L'esame sierologico di anti-tranglutaminasi o anti-endomisio, associato all'endoscopia con biopsie del piccolo intestino e alla valutazione istopatologica, restano gli esami chiave per fare la diagnosi di celiachia”.

* Il dr. Danese si laurea in Medicina e Chirurgia nel 1999 presso l'Università Cattolica del S. Cuore - Policlinico Gemelli di Roma. Dal 2001 al 2004 è Research Associate presso “Division of Gastroenterology - Case Western Reserve University, Cleveland, USA” dove si occupa di malattie infiammatorie croniche intestinali sotto la guida del Prof. C. Fiocchi. Nel 2004 diventa specialista in Gastroenterologia presso la Scuola di Specializzazione del Policlinico Gemelli di Roma, diretta dal Prof. G. Gasbarrini, e inizia presso l'Università Cattolica del S. Cuore il dottorato di Ricerca in Fisiopatologia del Metabolismo occupandosi specificamente di ricerca di base e applicata sulle malattie infiammatorie croniche intestinali. L'attività clinica e di ricerca del dott. Danese si è rivolta principalmente allo studio dei meccanismi patogenetici delle malattie infiammatorie croniche intestinali, e ai meccanismi d'azione dell'impiego di nuovi farmaci biologici nella terapia del morbo di Crohn e della rettocolite ulcerosa.
Il dr. Danese ha ricevuto importanti finanziamenti per le sue ricerche da prestigiose organizzazioni americane come la Crohn's and Colitis Foundation of America e la Broad Medical Foundation. Nel 2006 ha ricevuto finanziamenti dalla Comunità Europea per lo studio delle mutazioni genetiche in pazienti affetti da malattie infiammatorie croniche intestinali mediante tecnologia di “IBDchip”. Il dr. Danese coordina progetti di ricerca di base ed è coinvolto in studi clinici sull'uso di nuovi farmaci in pazienti affetti da malattie infiammatorie croniche intestinali, in collaborazione con numerosi centri italiani, europei e statunitensi.
E' membro di varie società scientifiche nazionali ed internazionali di Gastroenterologia ed Endoscopia Digestiva, ed è attivamente impegnato nell'AGGEI (Associazione giovani gastroenterologi ed endoscopisti italiani) dove svolge l'incarico di Consigliere. Ha pubblicato oltre 50 articoli su riviste ad alto impact factor.

 


da Humanitas Salute, news