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Celiachia, la cura è nel grano che la provoca PDF Stampa E-mail
Giovedì 15 Febbraio 2007 16:29

Un peptide del frumento di grano duro contrasta gli effetti tossici della gliadina, la proteina del glutine responsabile della malattia celiaca. La scoperta, la prima del genere, è stata ottenuta nei laboratori dell'Istituto Superiore di Sanità da un gruppo di studiosi coordinati da Massimo De Vincenzi, ricercatore del reparto Alimentazione, Nutrizione e Salute.
"L'identificazione di questo peptide, non tossico e in grado di inibire la risposta immunitaria patologica che si scatena nei soggetti celiaci", spiega De Vincenzi, responsabile della ricerca pubblicata su Pediatric Research, "potrebbe rappresentare una strategia terapeutica alternativa alla dieta, unico strumento finora a disposizione per evitare i sintomi della malattia. In questo studio siamo riusciti a descrivere, per la prima volta, gli effetti antagonisti di questo peptide che, a differenza di altre molecole individuate in studi precedenti, tutte sintetizzate artificialmente, è presente in natura nella farina di grano duro, ovvero in un cereale assolutamente bandito da una dieta priva di glutine".
La molecola in questione si chiama 10-mer, è fatta di soli dieci aminoacidi e si ricava da una frazione proteica di grano duro solubile in alcol. Come hanno potuto osservare in vitro i ricercatori, 10-mer previene nei celiaci l'attivazione e la proliferazione dei linfociti messi in moto nell'intestino di questi pazienti proprio dalla presenza del glutine, considerato dal loro sistema immunitario alla stregua di un agente infettivo, quindi da distruggere. La sequenza di aminoacidi interferisce proprio con i linfociti T che reagiscono alla gliadina, diminuendo la produzione dell'IFN-gamma e del TNF-alfa, due delle maggiori citochine infiammatorie che si attivano proprio in reazione alla presenza del glutine, e abbassa l'espressione dei CD25, marker dell'attivazione linfocitaria.
"Modificando il Dna", conclude De Vincenzi, "si potrebbe ottenere un tipo di frumento non tossico per i celiaci. Il risultato sarebbe un cereale dotato delle stesse qualità nutritive di quelli prodotti in natura, ma privo del potere di scatenare la malattia".

 

 

Da Repubblica.it, Supplemento Salute