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AIC, campagna diagnosi precoce e dieta appropriata PDF Stampa E-mail
Venerdì 02 Ottobre 2009 18:02

Se la riconosci non fa piu' paura, anzi con una diagnosi precoce e una dieta appropriata, ad hoc, si puo' condurre una vita assolutamente normale. E' l'iniziativa assunta dall'Aic, Associazione Italiana Celiachia, che per i suoi 30 anni d'attivita', come si legge in una nota, "rinnova il suo sito ufficiale (www.celiachia.it) attivando il numero verde 800 454616 e promuove la prima campagna di sensibilizzazione nazionale con locandine e manifesti distribuiti presso farmacie e centri medici, inserzioni su quotidiani e periodici e uno spot televisivo e radiofonico che spiegano come una diagnosi precoce e una dieta appropriata, ad hoc, permettano di condurre una vita normale". Inoltre, in arrivo, c'e' la pillola 'anti celiachia'. Testimonial d'eccezione della campagna Aic saranno Pierluigi Collina, tra i migliori arbitri del mondo, l'attrice Gaia De Laurentis, e Daniele Bossari, deejay e conduttore televisivo. La campagna dell'Aic mira "a diffondere - continua la nota - la conoscenza della celiachia, i rischi correlati alla mancata diagnosi e l'importanza dello screening diagnostico per le persone con sintomi riconducibili alla malattia, ancora fortemente sottostimata". Lo scopo dunque e' "informare in modo capillare la popolazione ed essere ancora e sempre di piu' il punto di riferimento principale per tutti coloro che vogliono conoscere e affrontare meglio la celiachia - dichiara Elisabetta Tosi, Presidente dell'Aic - Grazie all'attivita' dell'Aic, che conta oggi oltre 55.000 iscritti e 19 Associazioni regionali con sportelli su tutto il territorio, i pazienti diagnosticati sono circa 90.000". E "negli ultimi anni - precisa Umberto Volta, Presidente del Comitato Scientifico Nazionale Aic - il numero delle diagnosi e' raddoppiato grazie alla sempre maggior attenzione che i medici di famiglia hanno rivolto all'intolleranza al glutine. L'iceberg della celiachia rimane pero' in gran parte ancora sommerso con meno di 100.000 pazienti diagnosticati a fronte degli oltre 500.000 attesi nella popolazione italiana: nel nostro paese solo 1 celiaco su 5 e' stato al momento identificato e sono ancora troppe le diagnosi tardive, che arrivano dopo anni ed anni di sofferenze da parte dei pazienti. Vi e' poi un fenomeno paradossale e sempre piu' frequente - conclude - ovvero il numero sempre maggiore di diagnosi "fasulle" poste sulla base di criteri non accettabili sul piano scientifico, ad esempio quadri di colon irritabile o allergia alimentare scambiati per celiachia".


AGI