Home » Diabete tipo 1 » Patologie associate » Fibrosi cistica, compresenza di diabete aumenta il rischio di decesso pre-trapianto
 
Fibrosi cistica, compresenza di diabete aumenta il rischio di decesso pre-trapianto PDF Stampa E-mail
Sabato 25 Luglio 2015 07:43

Nei pazienti affetti da fibrosi cistica, avere anche il diabete si associa a un aumento significativo del rischio di decesso mentre sono in attesa di sottoporsi al trapianto ai polmoni, ma sembra non influenzare la sopravvivenza una volta fatto l’intervento. A suggerirlo è uno studio osservazionale, il più ampio finora eseguito su questo tema, pubblicato di recente sul Journal of Thoracic and Cardiovascular Surgery.

Il diabete è una comorbilità comune e importante nei pazienti con fibrosi cistica, soprattutto in età più avanzata, nel sesso femminile, in presenza di una funzionalità polmonare peggiore , di disfunzione epatica, di insufficienza pancreatica e nei soggetti trattati con corticosteroidi.

Uno studio recente, spiegano gli autori nell’introduzione, ha documentato una prevalenza del diabete correlato alla fibrosi cistica che può arrivare al 19% negli adolescenti e addirittura al 40-50% negli adulti.

In letteratura, aggiungono, ci sono dati crescenti che evidenziano un aumento della mortalità associato alla diagnosi di diabete nei pazienti affetti da fibrosi cistica e il fatto che l’iperglicemia è un fattore di rischio di decesso in questa popolazione. Tuttavia, ci sono ancora pochi studi sugli effetti del diabete sulla sopravvivenza dopo il trapianto polmonare.

Per colmare i gap di letteratura, Don Hayes, del Nationwide Children’s Hospital di Columbus, e altri autori hanno cercato di valutare l’effetto del diabete sul sopravvivenza prima e dopo il trapianto utilizzando un database statunitense, lo United Network for Organ Sharing (UNOS).

L’ipotesi di partenza dei ricercatori, confermata solo per metà dai risultati, era che il diabete avesse un impatto negativo sulla sopravvivenza sia prima sia dopo l’intervento.
Per il loro studio, gli autori hanno analizzato il database identificando due coorti nell’arco di tempo compreso tra il 2005 e il 2013: una formata da pazienti candidati a un primo trapianto di polmone, ma non ancora trapiantati, e un’altra formata da pazienti che avevano già fatto il primo trapianto.

Hanno così trovato un totale di 679 pazienti affetti da fibrosi cistica in attesa di trapianto per i quali erano disponibili dati sulla presenza o meno di diabete. In questa coorte, la presenza del diabete è risultata associata a un aumento significativo del rischio di mortalità, pari al 40% (HR 1,4; IC al 95% 1,1- 1,8, P = 0,012) o al 90% (HR 1,9; IC al 95% 1,2-2,9; P = 0,003) a seconda del metodo statistico utilizzato.

Nei 1464 pazienti affetti da fibrosi cistica che avevano già fatto il primo trapianto, invece, la compresenza del diabete mentre erano in lista d’attesa non è risultata associata alla sopravvivenza post-trapianto né con il primo metodo statistico (HR 1,0; IC al 95% 0,82-1,2; P = 0,98) né con il secondo (HR 1,1; IC al 95% 0,82, 1,5; P = 0,56).

“Oltre ad aver trovato una differenza di sopravvivenza associata alla presenza del diabete prima del trapianto, abbiamo identificato fattori di confondimento di cui tenere conto nell’allocazione dei polmoni donati” scrivono i ricercatori nella discussione. Uno di questi è l’età: i pazienti più anziani al momento del trapianto hanno mostrato una sopravvivenza superiore dopo l’intervento. Al contrario, livelli più alti di creatinina sono risultati associati a un maggior rischio di mortalità successiva. Entrambe le osservazioni meritano di essere approfondite con nuovi studi non retrospettivi, aggiungono gli autori.

“Questi risultati confermano che il diabete è una comobilità clinicamente rilevante nei pazienti affetti da fibrosi cistica, specie quelli in attesa di trapianto di polmone” concludono Hayes e i colleghi. “Perciò, bisogna studiare ulteriormente strategie di gestione per identificare i metodi di trattamento ottimali per ridurre il rischio di decesso”.
La buona notizia, sottolineano i ricercatori, è che “sebbene il diabete sia risultata una comorbilità frequente nelle due coorti, non è risultata un fattore limitante per un buon esito a lungo termine del trapianto”.

Alessandra Terzaghi

D. Hayes, et al. Influence of diabetes on survival in cystic fibrosis before and after lung transplantation. The Journal of Thoracic and Cardiovascular Surgery 2015; doi: 10.1016/j.jtcvs.2015.06.041.

 

http://www.jtcvsonline.org/article/S0022-5223%2815%2901065-X/abstract

 

 

da PHARMASTAR