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Farmaco per diabetici ritirato dall'Ue Sotto accusa l'Avandia: rischio ictus PDF Stampa E-mail
Venerdì 24 Settembre 2010 11:28

L’antidiabetico Avandia (rosiglitazone), prodotto dalla britannica GlaxoSmithKline, sarà ritirato dal mercato europeo nei prossimi mesi a causa di un aumento del rischio cardiovascolare. L’ente regolatorio europeo Ema ha deciso che i medicinali a base di rosiglitazone dovranno «smettere di essere disponibile in Europa entro pochi mesi», annuncia l’agenzia Ue in una nota. Negli Stati Uniti, invece, sono stati previsti nuovi paletti per l’utilizzo del medicinale, sempre a causa degli «elevati rischi di malattie cardiovascolari - si legge nella nota dell’ente regolatorio americano Fda - come infarto e ictus, per i pazienti trattati».

L’Ema sottolinea inoltre che i pazienti attualmente trattati con "Avandia", "Avandamet" e "Avaglim" dovrebbero prendere un appuntamento con il proprio medico per discutere su terapie alternative. E avverte i diabetici in cura di non interrompere il trattamento senza averne prima parlato con il proprio medico. Ai camici bianchi raccomanda invece di sospendere le prescrizioni di medicinali contenenti rosiglitazone, e li invita a visitare «tempestivamente» i pazienti in terapia con questi trattamenti per modificare al più presto la cura.

La decisione rimarrà valida fino a quando, eventualmente, l’azienda produttrice non sarà «in grado di fornire dati convincenti per identificare un gruppo di pazienti in cui i benefici supereranno i rischi», precisa l’agenzia regolatoria Ue. «La nostra principale preoccupazione - dichiara Ellen Strahlman, Chief Medical Officer della Gsk - continua a essere per i pazienti con diabete di tipo 2, e stiamo facendo ogni sforzo per assicurare ai medici in Europa e negli Stati Uniti tutte le informazioni di cui hanno bisogno per aiutarli a capire come queste decisioni regolamentari incidano su loro lavoro e sui pazienti». La società, si legge in una nota diramata dal gruppo, «continua a credere che Avandia sia un trattamento importante per i pazienti con diabete di tipo 2, e sta ora lavorando con la Fda e l’Ema per attuare le azioni necessarie».

 

da LaStampa.it