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DT2, dulaglutide meglio di exenatide, metformina e sitagliptin nel controllo glicemico PDF Stampa E-mail
Mercoledì 26 Giugno 2013 17:22

Il trattamento con dulaglutide, agonista ad azione prolungata del recettore del GLP-1, sviluppato da Eli Lilly come trattamento in monosomministrazione settimanale per il diabete di tipo 2, si è dimostrato superiore al placebo e a exenatide, metformina e sitagliptin nel ridurre i livelli di emoglobina glicoata (HbA1c) in tre studi clinici di fase III del programma AWARD presentati al congresso annuale dell’American Diabetes Association, a Chicago.

Inoltre, nei tre studi, con la dose più alta testata di dulaglutide, la percentuale di pazienti che hanno raggiunto il target di HbA1c inferiore al 7% è stata superiore con il GLP-1 agonista rispetto ai confronti attivi.

Il programma clinico AWARD di sviluppo di dulaglutide comprende cinque studi registrativi di fase III, tra cui gli studi AWARD-1, AWARD-3 e AWARD-5 presentati al congresso americano.

AWARD-1 è un trial randomizzato e controllato con placebo, della durata di 52 settimane, che ha valutato gli effetti di dulaglutide ed exenatide sul controllo glicemico in pazienti affetti da diabete di tipo 2, in trattamento con metformina e pioglitazone. L'obiettivo primario dello studio, che ha coinvolto su 978 pazienti, era di valutare l'eventuale superiorità di dulaglutide 1,5 mg somministrata una volta alla settimana rispetto al placebo nel ridurre i livelli di HbA1c rispetto al basale dopo 26 settimane di trattamento.

AWARD-3 è uno studio randomizzato, in doppio cieco, della durata di 52 settimane, condotto su 807 pazienti con diabete di tipo 2 di recente insorgenza e progettato per valutare se dulaglutide 1,5 mg, somministrata una volta alla settimana, non è inferiore a metformina nel ridurre i livelli di HbA1c rispetto al basale dopo 26 settimane di terapia.

AWARD-5 è, invece, un trial randomizzato, in doppio cieco e controllato verso placebo, della durata di 104 settimane, che ha confrontato gli effetti di dulaglutide e sitagliptin sul controllo glicemico in pazienti affetti da diabete di tipo 2 in terapia con metformina. L'obiettivo primario dello studio, al quale hanno preso parte 1098 pazienti, era valutare la non inferiorità di dulaglutide 1,5 mg una volta alla settimana rispetto a sitagliptin nel ridurre l’HbA1c rispetto al basale dopo 52 settimane.

Altri risultati dei tre studi AWARD mostrano che i pazienti che trattati con dulaglutide 1,5 mg hanno ottenuto una perdita di peso mantenuta per tutta la durata di ciascun trial. In particolare, i pazienti trattati con il nuovo GLP-1 agonista hanno mostrato un calo ponderale significativo rispetto ai pazienti trattati con sitagliptin nel trial AWARD-5 e una perdita di peso simile ai pazienti dei gruppi di confronto negli studi AWARD-1 e AWARD-3.

Inoltre, nei gruppi trattati con dulaglutide nei tre studi si sono osservate basse percentuali di ipoglicemia e non ci sono stati casi di ipoglicemia grave documentata in nessuno di essi, così come non sono emersi segnali nuovi riguardo alla sicurezza. Ci sono stati due casi di tumore al pancreas tra i partecipanti, ma gli sperimentatori hanno ritenuto altamente improbabile che potessero essere collegati a dulaglutide.

Eli Lilly prevede di presentare i dati dettagliati degli altri due studi del programma AWARD, il 2 e il 4, in occasione dei prossimi congressi di settore nel 2014. I dati top-line dei due trial, invece, sono stati annunciati dall’azienda lo scorso aprile e mostrano che dulaglutide è superiore all'insulina glargine sul controllo glicemico nei pazienti affetti da diabete di tipo 2, in trattamento con metformina e glimepiride.

L’azienda ha reso noto di voler utilizzare i dati provenienti dei tre studi AWARD 1, 3 e 5 per depositare la domanda di approvazione del farmaco alle autorità regolatorie entro la fine dell'anno.

 

da PHARMASTAR