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Il meccanismo d’azione degli inibitori della DPP-4 PDF Stampa E-mail
Venerdì 14 Novembre 2008 17:26

Gli inibitori della DPP-IV sono sostanze capaci di bloccare l’enzima DPP-IV (o Di-Peptidil-Peptidasi IV) che nell’organismo è capace di degradare molto rapidamente le incretine, rendendole inattive. Attraverso le sostanze in grado di inibire questo enzima, come appunto il Sitagliptin, è possibile prolungare considerevolmente la vita biologica delle incretine, aumentare il pool delle incretine attive e sfruttare quindi il conseguente aumento dello stimolo di secrezione insulinica derivante dalle incretine naturalmente secrete nel nostro corpo. Gli inibitori della DPP-IV, si somministrano per via orale e, nel caso di Sitagliptin, il primo farmaco approvato per l’uso nel paziente diabetico di tipo 2 che agisce inibendo la DPP-4, è sufficiente assumere il farmaco una volta al giorno

Gli inibitori della DPP-IV differiscono dagli incretino –mimetici, il cui meccanismo di azione, come rivela il nome stesso, è di mimare l’azione delle incretine endogene. “Gli incretino-mimetici sono cioè sostanze che hanno una struttura molecolare e azioni biologiche simili al GLP-1 (la più importante delle incretine endogene) ma presentano modifiche strutturali che le rendono resistenti all’azione della DPP-IV, quindi con una vita biologica più lunga rispetto alle incretine endogene. Essendo sostanze proteiche, vanno somministrate per via parenterale (iniezione sottocutanea), in molti casi più di una volta al giorno.

“L'efficacia clinica degli inibitori della DPP-IV (in termini di miglioramento del controllo glicemico) - afferma il Professor Agostino Consoli, Ordinario di Endocrinologia all’Università di Chieti è simile a quella degli incretino-mimetici. Al contrario degli incretino-mimetici, gli inibitori della DPP-IV non sembrano associati ad un calo ponderale (va sottolineato, però, che, al contrario di molti dei trattamenti ipoglicemizzanti ad oggi disponibili, non inducono aumento ponderale) e, al contrario degli incretino-mimetici, non danno effetti collaterali a carico del sistema gastrointestinale (nausea e vomito).

 

da Salute Europa