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Un nuovo trattamento a 360 gradi PDF Stampa E-mail
Lunedì 29 Settembre 2008 17:41

Dalle cellule dell’intestino umano nasce un farmaco che tratta la malattia. Ma non solo quella: uno studio sperimentale dimostra che il liraglutide, così si chiama, controlla anche glicemia, peso e pressione arteriosa

Si chiama liraglutide ed è un farmaco molto simile a un ormone, il GLP-1, prodotto da alcune cellule specializzate dell’intestino tutte le volte che mangiamo.

Lo scopo del GLP-1 è quello di aiutare il pancreas a produrre insulina, così da riportare rapidamente a limiti normali i livelli di zucchero del sangue che si alzano dopo aver assunto cibo.
Nei pazienti con diabete il meccanismo abbassa-glicemia del GLP- 1 risulta mal funzionante e dunque, anche per questo i livelli della glicemia rimangono a lungo elevati dopo mangiato. Ci sono dunque tutti i presupposti per ritenere che le somministrazioni di farmaci che mimano il meccanismo d’azione del GLP-1 naturale possano rappresentare una valida opzione terapeutica per i pazienti con diabete di tipo 2.

Uno studio sperimentale presentato a Roma in occasione del 44° congresso dell’EASD (Associazione Europea per lo Studio del Diabete) ha dimostrato che la somministrazione giornaliera del liraglutide, questo farmaco analogo al GLP- 1 naturale, da solo o in associazione ad altri farmaci utilizzati nel trattamento del diabete (metformina e rosiglitazone) contribuisce ad abbassare marcatamente i livelli di glicemia. E non solo.

Il LEAD-4 (Liraglutide’s Efficacy and Action in Diabetes – Efficacia e azione della liraglutide nel diabete), questo il nome dello studio, ha dimostrato che la molecola esercita anche un effetto benefico sulla perdita di peso e sulla pressione arteriosa.
Infine, alcuni test hanno consentito di apprezzare che il farmaco migliora anche il funzionamento delle cellule del pancreas, deputate alla produzione dell’insulina.

«Il programma LEAD completo – commenta Bernard Zinman, Professore della Facoltà di Medicina dell’Università di Toronto e Direttore del Centro Diabetologico del Mount Sinai Hospital di Toronto in Canada – ha fornito prove convincenti del fatto che la liraglutide rappresenta un nuovo ed efficace approccio al trattamento del diabete di tipo 2».

Il farmaco è risultato nel complesso ben tollerato e non ha provocato episodi di ipoglicemia severa. L’effetto collaterale più comune è stata la nausea, di intensità variabile nei diversi pazienti e che tende tuttavia a ridursi in tutti dopo le prime settimane di trattamento.

Il farmaco è attualmente al vaglio per la richiesta di approvazione presso le autorità americane (Fda), europee (Emea) e giapponesi.

 

 

da SPECIALE DIABETE di La Stampa.it

29 settembre 2008