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Obesità e diabete: bisturi efficace? PDF Stampa E-mail
Giovedì 12 Luglio 2007 10:30

Uno studio condotto su pazienti obesi affetti da diabete di tipo 2 ha mostrato che in oltre un terzo dei casi, in associazione alla riduzione del 60% del peso in eccesso, si assiste alla completa regressione del diabete. La chirurgia aiuterà a combattere il diabete? Forse. Intanto alcune osservazioni. Il fatto che alcuni pazienti trattati chirurgicamente per obesità patologica manifestassero una diminuzione rapida e duratura del diabete di tipo 2 ha indotto a cercare una spiegazione del fenomeno.

A lungo si è pensato che il semplice calo di peso, e quindi una minor introduzione di calorie, potesse spiegare il controllo sull'insulino-resistenza. Recentemente invece, si è identificato l'effetto antidiabetico di alcuni interventi chirurgici gastrointestinali utilizzati nell'ambito della chirurgia dell'obesità. Con un meccanismo a cascata: determinano variazioni di alcuni ormoni gastrointestinali implicati nella regolazione del glucosio che, a loro volta, tengono sotto controllo il diabete nel tempo.

Di questo dato abbiamo avuto conferma anche nella nostra esperienza. Molte malattie legate alla sindrome metabolica, di cui sono affetti circa il 60 % degli oltre 1.500 pazienti operati, sono state monitorate dopo il calo ponderale ottenuto con la chirurgia. In particolare, si è notata la diminuzione del diabete ed il controllo dell'intolleranza glucidica. In tutti casi, si è osservata un'importante diminuzione dei parametri clinici e bioumorali. Non tutti gli interventi chirurgici hanno la medesima efficacia. Alcuni più di altri si sono mostrati efficaci in tal senso: in particolare gli interventi malassorbitivi e il bypass gastrico hanno confermato che il transito modificato degli alimenti che si ottiene con questi interventi e il conseguente cambiamento delle secrezioni ormonali svolgono un ruolo fondamentale nel controllo delle glicemia.

Eppure, nonostante le premesse incoraggianti, va sottolineato che è ancora prematuro pensare di trasferire queste osservazioni cliniche alla pratica quotidiana nel paziente diabetico non obeso.

Le prospettive, è vero, sono incoraggianti, ma ci vorrà del tempo prima di parlare di una "chirurgia diabetologica".

 

di Roberto Sacco * e Alessandro Giovanelli **
* Resp. Dipart. Chir.
** Resp. Chirurgia dell'Obesità (Humanitas Gavazzeni, Milano)

da Supplemento Salute di Repubblica.it

12 luglio 2007