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Diabete: in arrivo anche in Italia, sitagliptin, primo di una innovativa classe di farmaci PDF Stampa E-mail
Mercoledì 19 Settembre 2007 10:31

E' previsto per i primi mesi del 2008 l'arrivo anche in Italia di un farmaco per il trattamento dei pazienti con diabete di tipo 2, il sitagliptin, primo farmaco approvato appartenente ad una innovativa classe di farmaci, nota come inibitori dell'enzima dipeptidil peptidasi-4 (inibitori del DPP-4). Gli inibitori del DPP-4 agiscono aumentando il naturale processo che, nell'organismo, riduce la glicemia: il sistema delle incretine. Quando la glicemia è elevata, le incretine agiscono in due modi per contribuire alla regolazione degli elevati livelli glicemici messa in atto dall'organismo: stimolano il pancreas ad aumentare il rilascio di insulina e segnalano al fegato di ridurre la produzione di glucosio.

Gli inibitori del DPP-4 aumentano la capacità propria dell'organismo di controllare i livelli glicemici aumentando i livelli delle forme attive di queste incretine nell'organismo, contribuendo a ridurre i livelli della glicemia nei pazienti con diabete tipo 2.

Sitagliptin è stato approvato nell'Unione Europea (EU) per il trattamento del diabete mellito di tipo 2, in associazione con metformina, per migliorare il controllo glicemico quando dieta ed esercizio fisico non forniscono un adeguato controllo glicemico. Per i pazienti con diabete di tipo 2 per i quali è appropriato l'uso di un PPARg-agonista, (es.: tiazolidinedione), sitagliptin è indicato in associazione ad un PPARg-agonista quando dieta ed esercizio fisico più la singola molecola del PPARg agonista non forniscono un controllo adeguato della glicemia . La monosomministrazione giornaliera del nuovo farmaco determina una potente riduzione del glucosio.

La conferma degli ottimi risultati ottenibili con questo farmaco sono stati ribaditi in questi giorni ad Amsterdam dove è in corso il 43° Congresso dell'Associazione Europea per lo Studio del Diabete (EASD).

L'importanza di incrementare l'approccio terapeutico a questa malattia viene dalla constatazione di come il diabete abbia planetariamente raggiunto la definizione di pandemia, anzi, di vera e propria epidemia in continuo aumento: nel 2000 i diabetici nel mondo erano 150 milioni, oggi sono 246 milioni, e le proiezioni parlano di qualcosa come 380 milioni entro 20 anni. Attualmente, il diabete colpisce il 5,9% della popolazione, e causa 3,8 milioni di morti l'anno (uno ogni dieci secondi), l'80% dei quali origina dai paesi in via di sviluppo.

Dalle proiezioni future è facile capire come l'esportazione forzata dell'alimentazione occidentale, con i suoi eccessi, rischia di rendere il diabete una vera emergenza negli altri continenti. Se è prevista una crescita del 20% di casi in Europa entro il 2025, in Nord America si arriva infatti al 40%, al 50% nel Pacifico Occidentale e all'80% in Africa e nel Sud Est Asiatico. Mentre il Sud e Centro America vedranno addirittura più che raddoppiati i malati, con una crescita del 102%.

In Italia sono almeno quattro milioni le persone con diabete, a cui bisogna aggiungere il milione di persone che ne soffre senza saperlo; in aumento anche l'incidenza della malattia tra i più giovani: oltre il 7% dei malati ha ormai meno di 35 anni, con una crescita del 3% annuo per i bambini, un dato cui contribuiscono le cattive abitudini alimentari e la sedentarietà. Oltre un terzo dei soggetti con diabete di tipo 2 è obeso, e solo un 20% scarso risulta normopeso.

 

 

da Salute Europa

19 settembre 2007