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Infusione sottocutanea continua di insulina (CSII) versus iniezioni multiple di insulina nel diabete mellito di tipo 1 PDF Stampa E-mail
Sabato 03 Luglio 2010 06:25

Premessa. Il diabete di tipo 1 è un disturbo metabolico conseguente a un difetto della secrezione insulinica. L’insorgenza di diabete mellito di tipo 1 può avvenire a qualsiasi età ed è una delle malattie croniche più comuni dell’infanzia e dell’adolescenza. Dal momento che non si conosce il modo di evitarne l’insorgenza, è fondamentale che siano disponibili terapie efficaci. Il controllo glicemico si mantiene con la somministrazione di insulina e questa si può effettuare in forma di terapia insulinica “convenzionale” (iniezioni multiple di insulina al giorno) o per infusione sottocutanea continua (continuous subcutaneous insulin infusion, CSII).

Obiettivi. Determinare gli effetti di CSII in confronto alle iniezioni multiple di insulina (MI) nei soggetti affetti da diabete mellito di tipo 1. Metodologia di ricerca. Gli studi sono stati estrapolati tramite ricerca elettronica da The Cochrane Library, Medline, Embase e Cinahl.

Criteri di selezione. Sono stati inclusi nella ricerca gli studi randomizzati controllati che confrontavano CSII con MI (tre o più iniezioni insuliniche giornaliere) in soggetti con diabete mellito di tipo 1. Raccolta dei dati e analisi. Due autori in modo indipendente hanno determinato il rischio di errore di selezione ed estrapolato le caratteristiche degli studi inclusi nella ricerca. Gli autori hanno contattato i ricercatori per ottenere gli eventuali dati mancan- ti. Sono state effettuate metanalisi a varianza generica inversa utilizzando un model- lo a effetto random.

Risultati principali. Ventitre studi hanno randomizzato a uno dei due trattamenti 976 partecipanti con diabete di tipo 1. Per quanto attiene ai valori di emoglobina gli- cata (HbA1c), si è evidenziata una differenza statisticamente significativa a favore di CSII (differenza media pesata –0,3; intervallo di confidenza, IC al 95% da –0,1 a –0,4). Non esistevano differenze significative tra le due modalità di terapia nella frequenza di ipoglicemie moderate, mentre quelle gravi sembravano essere ridotte nei pazienti che utilizzavano CSII. La CSII inoltre determinava una migliore qualità di vita rispetto a MI. I due regimi terapeutici non comportavano nei pazienti differenze significative per quanto riguarda il peso. Gli eventi avversi non sono stati segnalati in modo accurato e non sono disponibili informazioni su mortalità, morbilità e costi.

Conclusioni degli autori. Alcuni dei dati derivati dagli studi controllati suggeriscono che la CSII determini un compenso glicemico più efficace di MI nei soggetti con dia- bete di tipo 1. Episodi non gravi di ipoglicemia non sembrano diminuire con CSII. Non esistono dati sufficienti relativi a eventi avversi, mortalità, morbilità e costi.

 

di Misso ML, Egberts KJ, Page M, O’Connor D, Shaw J

Australasian Cochrane Centre, Monash Institute of Health Services Research, Monash University, Clayton, Victoria, Australia

Cochrane Database Syst Rev 2010;20(1):CD005103

 

G It Diabetol Metab 2010;30:77-79

Da GIDM.it