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Trapianti senza rischi - La sfida della Società Italiana per la Sicurezza e la Qualità nei Trapianti PDF Stampa E-mail
Mercoledì 28 Maggio 2008 11:51

L’Italia delle donazioni e dei trapianti è un settore efficiente della sanità pubblica. Il protocollo italiano per la sicurezza dei trapianti è uno dei migliori al mondo. Ma è possibile fare di più. Ecco perché è nata la Società Italiana per la Sicurezza e la Qualità nei Trapianti (SISQT), nuova società scientifica che si occuperà di implementare gli standard di sicurezza e qualità nell’ambito dei trapianti di organi, tessuti e cellule.

 “In base all’epidemiologia attuale, ognuno di noi ha il 25% di possibilità di diventare donatore di organi e il 75% di ammalarsi di una patologia che potrebbe portare alla necessità di sottoporsi ad un trapianto: un fatto che è stato ben recepito dal nostro paese, passato in pochi anni dai viaggi della speranza ad un sistema estremamente evoluto. – afferma Franco Filipponi, Presidente SISQT – Tuttavia, è possibile oggi adottare delle strategie che permettano di soddisfare i bisogni dei pazienti in maniera ancora più efficiente ed efficace sia dal punto di vista della qualità assistenziale sia per quanto riguarda gli standard di sicurezza. Questo attraverso non solo il contributo di specialisti di settore ma anche, attraverso la collaborazione dei cosiddetti ‘cittadini proponenti di interesse’ rappresentati da associazioni quali per esempio AIDO e AVIS, che, per la prima volta, sono riuniti a confronto nella nostra società scientifica.”

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