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Insulina glargine (Lantus) e cancro: un sospetto che richiede studi più approfonditi PDF Stampa E-mail
Mercoledì 30 Settembre 2009 06:58

 

Sono stati recentemente pubblicati quattro lavori che hanno esaminato un possibile legame tra la terapia con insulina glargine ed il rischio di cancro.

L’insulina glargine (nome commerciale Lantus) è un analogo dell’insulina naturale rispetto alla quale ha un effetto più prolungato, favorendo in molti pazienti un migliore compenso glicemico ed una riduzione delle ipoglicemie notturne.

Analisi a posteriori, condotte su casistiche molto numerose di soggetti tedeschi, svedesi e scozzesi (archivi di compagnie di assicurazione o di registri) hanno indicato un aumento del rischio di tumore nei pazienti trattati con insulina glargine. Nel quarto studio (casistica inglese, più piccola) a posteriori casistiche eterogenee, non ben definite e non ben paragonabili tra loro. Possono essere presenti quindi molte variabili diverse che interferiscono sul risultato e rendono il dato (cioè il possibile aumento di cancro) scientificamente debole. Inoltre sono presenti alcune incongruenze anche tra gli stessi lavori che hanno fornito un dato positivo.


In conclusione dobbiamo dire che queste segnalazioni di un aumento del rischio di cancro nei diabetici trattati con insulina glargine, pur se del tutto preliminari ed incerte, devono indurre ad un attento monitoraggio di questo aspetto nonché alla programmazione di studi clinici rigorosi, mirati a definire se si tratta o meno di un rischio reale.

Nell’attesa di più chiare indicazioni il medico ed il paziente, seguendo le indicazioni delle Società Scientifiche e della FDA americana, possono continuare tranquillamente la terapia con insulina glargine, facendo in ogni caso una valutazione bilanciata tra il possibile rischio di aumentato di tumore (pur se presente, molto basso, specie per le dosi non alte di insulina glargine) ed i vantaggi del buon compenso e delle poche ipoglicemie che si possono ottenere utilizzando anche l’insulina glargine.


Prof. Riccardo Vigneri

 




da SIE, Società Italiana di Endocrinologia