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Robert Gallo: vaccino anti-Aids e vaccino anti-h1n1, il mondo ne ha molto bisogno PDF Stampa E-mail
Giovedì 19 Novembre 2009 18:58

Robert Gallo, direttore dell’Institute of Human Virology alla University of Maryland School of Medicine di Baltimora e co-scopritore del virus Hiv, ha inaugurato oggi a Venezia il XXIII Congresso nazionale Anlaids che si concluderà venerdì 20 novembre sotto la presidenza di Enzo Raise, direttore delle Malattie infettive di Venezia, e Umberto Tirelli, dell’Istituto Tumori di Aviano.

 

Il primo intervento di Robert Gallo all’inaugurazione è stato sui vaccini. Ed è partito dall’attualità affrontando il tema dell’influenza H1n1: “Abbiamo un grande bisogno del vaccino per l’influenza A – ha spiegato – Ne hanno gran bisogno i bambini, le persone con il sistema immunitario compromesso, i portatori di handicap, e anche noi medici che siamo

continuamente a contatto con i pazienti. È un invito per tutte queste persone a vaccinarsi”.

 

Dall’H1N1 all’Hiv. Gallo sta conducendo nel suo istituto in Maryland una ricerca su un candidato vaccino che descrive come “razionalmente molto promettente” anche se, ha precisato “per poterne verificare l’efficacia occorreranno ancora molti studi che non potranno concludersi prima di 8-10 anni”.

 

Il co-scopritore del virus Hiv ha anche commentato i dati diffusi alcune settimane fa sui candidati vaccini sperimentati in Thailandia che, per la prima volta, non sono completamente negativi ma hanno presentato apparentemente un 31% circa di efficacia protettiva delle nuove infezioni: “In base ai dati relativi ai vaccini tailandesi – ha spiegato lo scienziato statunitense – la differenza più significativa nel tasso di infezione tra chi ha assunto il candidato vaccino e chi ha assunto il placebo si registra nei primi sei mesi dall’inoculazione: se di efficacia si può parlare, quindi, questa si registra per un periodo molto breve. Noi, in base agli studi che stiamo compiendo sul nostro candidato vaccino, crediamo di sapere perché succede questo e quindi collaboreremo per sviluppare un prodotto che superi questo problema”.

 

Infine il problema dell’epidemia di Aids in Africa. “Gli investimenti per portare i farmaci nei paesi a risorse limitate stanno dando risultati molto positivi – ha detto Robert Gallo – Molte analisi confermano che anche in questi setting le persone seguono accuratamente le terapie, stanno meglio, vivono più a lungo, possono continuare a lavorare, a curare le loro famiglie e a far crescere il loro paese. Addirittura si registrano tassi di abbandono della terapia più alti a Washington, negli Stati Uniti, che in Nigeria”.


da Salute Europa