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Parte la prima spedizione di trapiantati nel deserto d’Algeria PDF Stampa E-mail
Lunedì 30 Novembre 2009 18:14

Si svolgerà in Algeria dal 4 al 13 dicembre 2009 l’Italian Transplant Trekking (ITT), il primo trekking nel deserto che vedrà la partecipazione di pazienti trapiantati: 9 giorni di viaggio, di cui 3 giorni di fuoristrada e 5 giorni di randonnée chamelière, con escursioni a piedi per un totale di circa 70 km (indicativamente 17,5 km al giorno), su un percorso con variazioni altimetriche che vanno da 1.000 a 1.720 metri.

 

Il progetto, in partnership con Novartis, è promosso dalla Fondazione per l’Incremento dei Trapianti d’Organo (FITOT) con la collaborazione scientifica del Centro Nazionale Trapianti e, nasce con l’obiettivo di sottolineare il ruolo dello sport come terapia nel post trapianto e come testimonianza dell’efficacia del trapianto stesso in termini di qualità di vita dei pazienti.

 
L’Italian Transplant Trekking, infatti, non vuole essere un’iniziativa di carattere escursionistico, ma un progetto di ricerca. Lo scopo è quello di indagare le risposte fisiologiche dei trapiantati durante un’attività motoria effettuata su lungo percorso, con profilo altimetrico e condizioni ambientali variabili. I sei partecipanti che prenderanno parte all’ITT sono tutti trapiantati di rene e in buone condizioni fisiche. Sono stati scelti, infatti, sulla base di una serie di indagini preliminari quali: valutazioni antropometriche (peso, statura, massa grassa); valutazione dell’idratazione (BIA); test ergonometrico con valutazione della soglia anaerobica e questionario SF36 sulla qualità della vita.

 

Durante tutto il viaggio i trapiantati saranno seguiti da quattro medici: Giovanni Mosconi, (Dirigente Medico U.O. Nefrologia Dialisi e Trapianto, Policlinico S. Orsola - Bologna); Nicolino Franceschelli, (Anestesista-Rianimatore, Ospedale Maggiore - Bologna); Emanuele Graziani (Medico dello sport Isokinetic - Bologna) e Delia Colombo (Medico - Novartis Farma) che si occuperanno della raccolta dei dati previsti dal progetto.

 

I partecipanti saranno infatti monitorati 24 ore su 24 attraverso l’utilizzo di strumenti di misurazione specifici come il cardiofrequenzimetro con GPS (per valutare la frequenza cardiaca sia durante l’attività sportiva che a riposo) e un misuratore del dispendio energetico (Armband). Verranno, inoltre, sottoposti a rilevazioni della Body Impedence Assessment per la misurazione del contenuto di acqua corporea, della massa magra e grassa e del metabolismo basale. Le risposte del gruppo trapiantati saranno confrontate con un gruppo di controllo anch’esso partecipante al trekking.

 

L’Italian Transplant Trekking si inserisce nell’ambito del più ampio programma “Trapianto…e adesso sport” avviato dal Centro Nazionale Trapianti, insieme al Centro Studi Isokinetic (Bologna) e all’Università degli Studi di Bologna, che intende dimostrare in modo scientifico che l’attività fisica è fondamentale per tutti i trapiantati non solo dal punto di vista del beneficio psicologico ma anche dal punto di vista del recupero delle proprie capacità fisiche. Oggi infatti la qualità degli interventi di trapianto e la sopravvivenza a lungo termine dei pazienti porta a spostare l’attenzione sui problemi clinico - cronici post-trapianto, tra cui l’insorgenza di disturbi o eventi cardiovascolari che costituiscono la causa più frequente di morbilità e mortalità dei pazienti trapiantati.

 

I risultati dell’Italian Transplant Trekking saranno presentati in conferenza stampa il 15 dicembre 2009 (ore 11.00 presso la Sala Caravaggio - Milan Mariott Hotel, via Washington 66, Milano), in occasione del Congresso SITO (Società Italiana dei Trapianti d’Organo).


da Salute Europa