Home » Primo piano » VI Memoriale Edoardo Carta
 
VI Memoriale Edoardo Carta PDF Stampa E-mail
Domenica 15 Maggio 2011 09:55

Il VI Memoriale Edoardo Carta, torneo di Calciotto , si disputa  presso il Futbolclub  di Roma,  in Via degli Olimpionici, 71, è patrocinato dalla Federazione Italiana Giuoco Calcio, il Segretariato Sociale RAI, Roma Capitale, La Provincia di Roma e La Regione Lazio.

L’Associazione Edoardo con Noi è felice di annunciare che quest’anno Eleonora Daniele, sarà la madrina dell’evento che inizia domenica 15 maggio alle ore 17:00 e termina sabato 11 giugno. Il torneo si aprirà con una partita di esordio che vedrà scendere in campo Gli amici di Edo contro Atletico Vescovio e la madrina darà il calcio d’inizio, a seguire tutte le altre partite.

Quest’anno c’é una novità : ai Licei romani si unisce la partecipazione delle squadre composte da ragazzi  di alcune tra le più prestigiose Università della capitale. Gli atenei sono  "La Sapienza", "Roma Tre", "Luiss Guido Carli" e "Tor Vergata",  il motivo è semplice, gli amici di Edoardo sono cresciuti  e hanno ritenuto opportuno far crescere anche l’iniziativa di solidarietà per sensibilizzare un maggior numero di giovani all’obiettivo dalla Onlus: la raccolta di fondi da destinare alla ricerca scientifica per il diabete giovanile insulino - dipendente, nonché per  l'assistenza psicologica ai portatori  di tale patologia.

La promozione e la sensibilizzazione nelle scuole, nelle università e negli altri luoghi di aggregazione giovanile della conoscenza della patologia diabetica è fondamentale  per contrastare la percezione di diversità che avvertono i giovani affetti da tale malattia.

Il Memoriale prevede una competizione di calcio ad otto e calcio a cinque, il cui ricavato andrà completamente in beneficenza e devoluto secondo lo statuto dell’Associazione, è suddiviso in tre categorie: Assoluti università - Licei settore maschile – Licei settore femminile.

L’Associazione “Edoardo con Noi” rappresenta la continuazione di un messaggio di forza e di coraggio per coloro, minori e giovani, che sono affetti dal diabete.

Abbiamo bisogno di più sostenitori possibili per realizzare quello che questa manifestazione ogni anno raccoglie a livello di emozioni e dimostrazioni di affetto. L’Associazione “Edoardo con noi-Onlus”, in occasione dell’apertura della manifestazione sportiva, attraverso il Presidente, Cinzia Grassi, che è un medico pediatra, vuole sottolineare come l’Associazione sostiene con forza la Campagna di Nicola Zeni di Fondazione Italiana Diabete Onlus attraverso lo spot realizzato dall'agenzia Armando Testa per sensibilizzare e sostenere la ricerca con la raccolta del 5 per mille, raccolta che viene effettuata anche dall’Associazione “Edoardo con noi-Onlus”.

Cinzia Grassi, come madre di un ragazzo diabetico che non c’è più, vuole ricordare quanto sia importante non negare la pericolosità della malattia e tutte le insidie che essa nasconde: per questo motivo il video, anche se non da tutti condiviso, è importante, è importante che se ne parli e che si parli anche moltissimo delle implicazioni psicologiche della malattia che, come tutte le malattie croniche, costringe inevitabilmente i bambini a diventare dei piccoli adulti.

“Francamente mi risulta difficile pensare – afferma nel doppio ruolo di genitore e di Presidente di un’Associazione – che tutte le famiglie dei bambini diabetici chiedano che lo spot sia ritirato. Mi dissocio, inoltre da quanto ho letto circa le Associazioni che si sarebbero schierate contro lo spot.

Voglio ricordare - continua la Presidente –che Nicola Zeni è prima di tutto un padre di un bambino diabetico e l’autore Armando Testa, nei cui occhi ho rivisto tutti i bambini e gli ex bambini diabetici, il mio Edo, i vostri piccoli, è diabetico dall’età di 9 anni: i suoi occhi esprimevano semplicemente il SUO VISSUTO, che, scusatemi ma è stato quello di mio figlio ed anche il mio.

Per questo motivo tra gli obiettivi del nostro statuto è stato da subito inserita la raccolta dei fondi ma anche la promozione e la sensibilizzazione nelle scuole e negli altri luoghi di aggregazione giovanile della conoscenza della patologia diabetica anche per contrastare la percezione di diversità che avvertono i giovani affetti da tale malattia, per combattere il senso di diversità”

“Lo spot - secondo la Presidente - è dedicato a tutti quelli che temono che i loro bambini si sentano male, che temano le ipoglicemie gravi, a tutti quelli che chiedono servizi e formazione, a tutti quelli che vorrebbero trovare sempre operatori preparati anche nell’accoglienza dei loro bambini in tutti i luoghi,  a scuola, nello sport, nelle mense scolastiche, agli operatori che si trovano negli uffici dove lavorano i genitori, che affrontano tante difficoltà giornalmente, a tutti quelli che tremano pensando agli organi dei loro bambini: occhi, reni, piedi, etc, a tutti quelli che credono che la ricerca LIBERA possa portare alla libertà senza punture, a tutti quelli che credono nella solidarietà vera, a tutti quelli che non si vergognano di dire che hanno sentito il loro bambino diverso ed hanno combattuto perché lui non si sentisse tale, a tutti quelli che sentono rabbia “giusta”, a tutti quelli che da ex bambini diabetici, anche se non si sono identificati in quel bambino, hanno immaginato che altri bambini potessero sentirsi così. Lo spot vuole rappresentare la diversità rispetto agli altri in una vita apparentemente normale. La normalità è la prima cosa che ti viene detta e che viene proclamata: ma c’è normalità nella malattia cronica? Non è nascondendo la testa che si cambiano le cose, non è cambiando il nome alle cose che si cambiano gli eventi.  Bisogna lottare e per lottare la gente deve sapere: sapere che con il diabete si vive ma anche che di diabete si muore, sapere che esistono i trapiantati, sapere che esiste la cecità. Naturalmente non bisogna tralasciare un aspetto fondamentale, la qualità di vita dei bambini affetti da questa patologia è migliorata  rispetto al passato

La "maschera" rappresenta le difficoltà che costringono i bambini a una rapida crescita psicologica, perché devono affrontare controlli, iniezioni e sacrifici: questo è il diabete che noi genitori conosciamo e che la gente spesso non conosce.”

 

 

 

Cinzia Grassi

Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo.