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Gli aspetti psicosociali del diabete PDF Stampa E-mail
Lunedì 27 Maggio 2013 10:53

Gli aspetti psicosociali hanno dimostrato di svolgere un ruolo particolarmente importante nella gestione della malattia diabetica e nell’adesione del paziente alla terapia consigliata. 
Il trattamento del diabete è tra i più complessi in quanto va ad interagire con molteplici fattori individuali e psicologici che determinano l’andamento clinico della malattia; la difficoltà di gestione terapeutica viene attribuita ugualmente a fattori psicologici individuali e relazionali quali la scarsa motivazione all’autogestione, il rifiuto di un autocontrollo adeguato, la difficoltà di una buona alleanza terapeutica con gli operatori sanitari. 
Risulta quindi sempre più importante porre attenzione agli aspetti psicologici della malattia diabetica con relativa valutazione psicologica del paziente e dei familiari, in modo da individuare eventuali problematiche psichiche e comportamentali, nonché soluzioni e strategie cliniche specifiche per tali problemi.

Lo Studio DAWN Italia ha evidenziato e confermato l’importanza  che gli aspetti psicosociali assumono nella gestione del paziente diabetico.
Principale obiettivo dello Studio era l’indagine sulla percezione che la persona con diabete ha relativamente al suo stato di salute, inteso in senso generale come benessere, e poi anche alla tipologia dell’assistenza erogata e quanto essa sia in grado di incidere, positivamente o meno, sulla sua qualità di vita.

Le fasi del disagio psicologico

Si è potuto registrare un disagio che si manifesta in particolari momenti della malattia: diagnosi di diabete, comparsa di complicanze e eventuale inizio della terapia insulinica. Quando ad una persona viene diagnosticato il diabete, la prima difficoltà che deve affrontare è proprio l’accettazione della malattia stessa; l’adattamento del paziente alla sua nuova condizione comporta reazioni emotive che potranno influenzare sia la gestione della malattia che l’aderenza al trattamento consigliato. Le risposte relative all’impatto della diagnosi di diabete sulle persone evidenziano uno stato di importante disagio psicologico: oltre il 24% degli intervistati “si sente abbattuto all’idea di dover affrontare il diabete” mentre più del 50% menziona il termine “depressione” e per quasi il 70% tale stato d’animo sembra collegato ad una “paura” più o meno indistinta delle conseguenze e quindi delle complicanze.  
Risulta perciò importante e fondamentale, fin dal momento della comunicazione della diagnosi di diabete e nelle successive fasi di adattamento alla malattia, adottare un approccio che consenta di individuare eventuali fattori psicologici che modulano  l’accettazione del diabete e le implicazioni psicologiche della malattia stessa sulla persona che ne è colpita. Appare evidente che il pensiero del passaggio alla terapia insulinica comporta notevole preoccupazione con fenomeni anche di autocolpevolizzazione per non aver seguito la terapia prescritta in modo corretto.

Il successo del trattamento

Il buon adattamento alla malattia dipende anche dal tipo di comportamenti e strategie individuali che il paziente adotta per affrontare la malattia stessa. D’altra parte, il trattamento di una malattia cronica, come il diabete, richiede una  serie di comportamenti che riguardano i vari aspetti della vita, come le abitudini alimentari, il lavoro, i rapporti sociali; da qui possono derivare ripercussioni di tipo psicologico che nel tempo possono comportare una scarsa aderenza alla terapia consigliata dal diabetologo.

Il successo del trattamento (alimentazione, attività fisica, terapia con antidiabetici orali o insulina) dipenderà anche dalla capacità del paziente di riuscire a mediare fra le sue esigenze, le sue abitudini e il nuovo stile di vita che gli viene consigliato.Il passaggio alla terapia insulinica rappresenta per il paziente una sorta di banco di prova, sia dal punto di vista clinico che psicologico; tale trattamento comporta preoccupazione iniziale legata soprattutto all’ esecuzione di diversi compiti che il paziente dovrà affrontare, come l’autocontrollo glicemico quotidiano e la somministrazione regolare di insulina, trascurando così i benefici immediati e futuri di tale terapia. Emerge fondamentalmente la necessità, da parte del team diabetologico, di rivolgere l’attenzione alla valutazione psicologica del paziente e dei familiari disponendo, tra gli operatori sanitari, di figure professionali con competenze adeguate alla gestione degli aspetti psicosociali

 



Paolo Di Berardino
Unità Operativa di Diabetologia e Malattie Metaboliche
Presidio Ospedaliero di Atri (TE)

 

da Novo Diabete