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Gestione sempre più informatizzata della terapia con la persona al centro PDF Stampa E-mail
Mercoledì 17 Dicembre 2014 07:53

Sono 324 i medici e gli infermieri dei principali Centri di diabetologia italiani che hanno preso parte ai 14 corsi di formazione volti all’alfabetizzazione digitale nell’utilizzo delle cartelle cliniche informatizzate.

La sessioni formative si sono svolte nell’ambito del Progetto “Dati Puliti” promosso nel 2014 da AMD - Associazione Medici Diabetologi, con il contributo non condizionante dell’azienda farmaceutica Sanofi, che mira all’ottimizzazione del processo di acquisizione dei dati nella pratica clinica quotidiana in diabetologia, con ricadute positive sui servizi offerti alle persone che convivono con il diabete e sulla sostenibilità del Sistema Sanitario Nazionale.

Tra gli obiettivi del progetto, che ha toccato 15 regioni italiane tra marzo e ottobre 2014, quelli di: rafforzare la motivazione alla corretta gestione dei dati clinici delle persone con diabete seguite dal Centro di diabetologia; identificare le possibili criticità del processo; offrire, a chi ancora non la utilizzi o la utilizzi sfruttandone solo parzialmente le potenzialità, una dimostrazione pratica del corretto uso della cartella informatizzata finalizzata al calcolo degli indicatori che sono alla base degli Annali AMD e quindi della valutazione di qualità dell’assistenza.

“Il progetto “Dati puliti” contribuisce a rafforzare e consolidare l’esperienza che in questi anni ha portato la nostra società scientifica a costruire il database degli Annali AMD, una fonte inestimabile di informazioni su come si operi in termini di assistenza e cura alle persone con diabete in Italia”, spiega Antonio Ceriello, Presidente AMD.

Sono oltre 320 in tutta Italia i centri diabetologici che aderiscono agli Annali AMD, quasi la metà di quelli operanti sul territorio nazionale, che raccolgono ed elaborano i dati relativi a più di 500mila persone con diabete

“La raccolta e l’analisi puntuale di queste informazioni, svolta a partire dal 2004, ha permesso ad AMD di dimostrare come la sola azione di misurare le attività di cura che si attuano ogni giorno su ogni persona con diabete, confrontandosi con quello che avviene negli altri centri del Paese, possa determinare un miglioramento della qualità dell’assistenza, maggiore appropriatezza delle cure, riduzione delle complicanze della malattia e, quindi, concreti risparmi economici per il sistema sanitario”, aggiunge Paolo Di Bartolo, Coordinatore Gruppo Annali AMD.

Il diabete è una patologia metabolica che interessa oltre 3,5 milioni di persone in Italia. La sua corretta gestione si basa sul monitoraggio costante dei livelli di glicemia ed emoglobina glicata – i due parametri fondamentali per il controllo del diabete – e dell’andamento di informazioni relative a possibili complicanze correlate alla patologia, e prevede visite specialistiche periodiche.

“Sanofi è orgogliosa di aver supportato questo importante progetto che ha consentito a numerosi specialisti di fruire di una formazione pratica ‘a tutto tondo’ sull’uso delle cartelle cliniche informatizzate,” afferma Mario Merlo, Direttore Business Unit Diabete di Sanofi Italia. “Grazie a questo percorso di alfabetizzazione digitale, sempre più Centri potranno contribuire alla corretta acquisizione dei dati e dei parametri essenziali per il monitoraggio di diabete e complicanze, con vantaggi sia per gli operatori sanitari sia per le persone con diabete. Una buona raccolta dei dati, un'efficace analisi e il continuo monitoraggio consentono infatti di raggiungere significativi risultati in termini di appropriatezza e aderenza del paziente.”

Da oltre 90 anni impegnata nella ricerca di soluzioni per la persona con diabete e i professionisti della salute coinvolti nel percorso terapeutico specialistico – tra i quali il diabetologo-endocrinologo, l’infermiere e il nutrizionista – Sanofi sponsorizza dal 2013 la cartella clinica informatizzata attualmente più diffusa, di proprietà di Meteda Srl.

L’azienda sta anche operando affinché, laddove il medico diabetologo lo ritenga opportuno, la connessione fra paziente e team diabetologico sia diretta grazie alle potenzialità offerte dalla Rete. In questo modo il paziente potrà essere coinvolto in prima persona nella gestione della propria condizione. Un’innovazione in grado di ‘fare la differenza’ nella vita delle persone con diabete.

 

da PHARMASTAR