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Presentazione IBDO: il web è un problema o è una soluzione? PDF Stampa E-mail
Sabato 19 Dicembre 2015 16:32

La presentazione del Diabetes Web Report 2015 realizzato da IBDO, Università di Roma Tor Vergata e Censis oggi a Roma è stata l'occasione per fare il punto su un fenomeno da tempo in crescita: il web (sia nella versione 'verticale' 1.0 sia in quella 'orizzontale' dei social media) è sempre e più importante nelle decisioni che le persone con diabete prendono in materia di prevenzione e gestione.

«In 20 anni il web ha cambiato il rapporto  fra medico e paziente. Inserendo a fianco di tv e giornali una ulteriore 'fonte' di informazioni. Il web è ritenuto sempre più credibile (dai pazienti, i medici sono divenuti più prudenti). Si calcola che 21 milioni di italiani acceda a internet per raccogliere informazioni relative alla salute loro o dei loro cari su classici siti oppure (sempre di più) sui social media» ha detto Ketty Vaccaro responsabile dell'area Welfare del Censis, « le novità sono due: la comunicazione orizzontale assicurata dai social media e l'avvento degli smartphone divenuti lo strumento con il quale si accede più spesso a internet».

Si può parlare di disintermediazione e dire che, così come non abbiamo più bisogno delle agenzie di viaggio per prenotare voli e alberghi, non abbiamo più bisogno del medico? Per un 20% di italiani la risposta è sì. Tale è la percentuale di persone che affermano di aver preso una decisione terapeutica solo sulla base di informazioni raccolte sul web. La grande maggioranza però integra i due canali e utilizza il web per prepararsi meglio al colloquio con il medico, per capire meglio le sue indicazioni. «La credibilità del web cresce (ma anche della tv) e quattro persone su cinque affermano di aver trovato sul web la soluzione al problema che si erano posti», ha ricordato Ketty Vaccaro.

Tra i molti interventi della giornata, due sono stati tenuti da persone che gestiscono o comunque seguono concretamente attività su web: quello di Arianna Baroni, external and media relations manager di Novo Nordisk che ha illustrato l'evoluzione dei media dedicati al paziente dalla carta al web e in prospettiva sui social media e oltre e l'intervento di Daniela D'Onofrio fondatore e moderatore della community Portale Diabete la più grande d'Italia,  in cortese polemica con chi ritiene i social media un far west dell'informazione ha sottolineato come nella gran parte dei social media i partecipanti siano i primi a vigilare affinché non circolino consigli inappropriati o notizie infondate. Lo stesso non si può dire del web dove circolano notizie infondate o addirittura pericolose. «I social sono riusciti a canalizzare la emotività per l'assoluzione dei medici coinvolti nel caso di Plinio Ortolani in una costruttiva campagna per la diagnosi precoce della chetoacidosi», ha spiegato Daniela D'Onofrio, «Nei social ci sono sentinelle, filtri...: le community che sorgono intorno ai social media sono anzi le prime ad attendere, finora senza risposta, una risposta delle istituzioni contro le cattive informazioni che circolano sulla rete. Sui social media si formano degli 'auto-anticorpi' contro le bugie che sul web 1.0 che si vorrebbe più 'affidabile' ancora non esistono».

Paola Pisanti e Valeria Proietti del Ministero della Salute hanno illustrato come nel Patto per la salute,  nel Piano nazionale prevenzione, nel Piano nazionale per la cronicità  e in generale nelle diverse iniziative per la e-health, sia ben presente la necessità di utilizzare il web per fare informazione. «Non si può fare a meno, di equità di percorsi e di protocolli condivisi e tutto questo significa anche comunicazione» ha sottolineato Paola Pisanti.

Lucio Corsaro e Francesca Venturi, di Medi-Pragma la società di consulenza che affianca IBDO e Università di Roma Tor Vergata nella realizzazione del Web report  hanno sottolineato alcuni dati molto interessanti per noi di Diabete Italia: « In occasione della Giornata Mondiale del Diabete le richieste a Google contenenti la parola chiave diabete sono aumentate in Italia del 25%», ha sottolineato Corsaro. Più in generale quando si chiede alle persone con diabete che affermano di aver cercato sul web informazioni sulla loro salute, cosa hanno cercato, il 70% cita informazioni sulla alimentazione, il 47% sullo stile di vita, il 35% su prodotti e il 13% sulla attività delle Associazioni. Ma fra chi passa sul web oltre 21 ore alla settimana, oltre un terzo, cerca info sulla attività delle Associazioni fra persone con diabete!

 

 

da DIABETE ITALIA