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Dalle slides ... al braccio PDF Stampa E-mail
Giovedì 09 Marzo 2017 17:06

A Parigi dal 15 al 18 febbraio si è tenuta la decima Conferenza ATTD (Advanced Technologies & Treatments for Diabetes): vi hanno partecipato oltre 2500 tra clinici, ingegneri, esperti in high technology e industria. Anche io ho avuto l’opportunità di visitare l’esposizione e assistere a molte delle interessantissime sessioni.

 

 

Il 15 febbraio, in un affollato MeetUp, Roche Diabetes Care ha presentato anche a 40 bloggers arrivati a Parigi da tutto il mondo le ultime soluzioni di Digital Health integrate, le nuove tecnologie per il monitoraggio: Accu-Chek Guide, Accu-Chek Insight CGM e il sistema Eversense Senseonics (distribuito da Roche), il primo sensore per il monitoraggio continuo della glicemia impiantabile, progettato per la misurazione dei valori di glucosio h24, fino a 90 giorni.

 

 

 

Sono rimasta decisamente colpita da quest’ultimo e quindi, una volta al Palazzo dei Congressi, sono andata a cercare lo stand di Senseonics dove ho visto la “dimostratrice” fare la simulazione dell’inserimento: ho chiesto dati, caratteristiche.
“In diretta”, mentre postavo le foto sul gruppo Facebook di Portale Diabete, un’iscritta mi chiedeva informazioni precise. Molto precise. Sembrava molto interessata, ma anche già informata.

 

 


Ho saputo che a breve avrebbero impiantato il primo sensore anche in Italia, e incontrando la Dr Bruttomesso ho avuto il desiderio di chiederle se sarebbe stata lei la “pioniera”.
Non l’ho fatto per discrezione, sapendo quanto sia riservata. Però non sono rimasta sorpresa quando su Facebook il 1° marzo ho visto sul profilo di Manuela (1) le foto del primo inserimento fatto in Italia, a Padova. Diciamo che me l’aspettavo. E visto che la conosco, le ho fatto qualche domanda.

 

 

Io con la dr Bruttomesso, il dr Boscari e la dr Galasso

 

D: Manuela, ancora una volta ti ritrovi a fare da “cavia”: come è andata?

R: mercoledì 1 marzo sono arrivata alle 9 a Padova, all’ottavo piano del monoblocco dell’ospedale universitario.
Eravamo in tre. Prima ci hanno istruito sull’uso dell'applicazione e poi la dr Bruttomesso ha eseguito il primo impianto su di me 
Oltre alla dr Bruttomesso erano presenti 4 medici di Padova, la dr Galasso, il dr Boscari e 2 specializzandi.
Dopo essermi sdraiata sul lettino, mi hanno dato la lidocaina (anestesia): non ho sentito nulla anzi abbiamo anche un po’ scherzato. Ho sanguinato un pochino, ma questo – mi hanno detto - dipende dalla vascolarizzazione del paziente.
C’erano anche  due medici americani che poi sono partiti per Olbia .

D: Eri spaventata?

R: No, assolutamente, ero tranquillissima perché mi fido ciecamente del mio medico.

D: sapevi esattamente cosa fosse l’Eversense?

R: Del sensore avevo letto navigando su internet e forse ne avevano parlato a qualche congresso cui ho partecipato in quanto consigliere nazionale FAND.

Quando la dr Bruttomesso mi ha chiesto se volessi provarlo non ho avuto dubbi. La dottoressa è molto scrupolosa: mi ha scelto perchè ho un ottimo compenso e sono un paziente affidabile.

D: a che ora è cominciato “l’intervento”?

R: Alle 12.30 circa. Non è un intervento: è una piccolo incisione che non richiede punti. E’ stato tutto molto veloce, 10 minuti e sono scesa dal lettino con un cerottino sul braccio.

Oltre a me quel giorno  il sensore è stato impiantato ad altri 2 pazienti, un uomo e una donna.

Abbiamo pranzato e poi riempito diversi questionari e documenti.

Poi, dopo aver fatto una glicata, abbiamo concordato le impostazioni dei target, visto che il Senseonics è dotato di allarmi predittivi, cioè ti avvisa 20 minuti prima che ci sia un’ipo o un’iper. Alle 18 sono andata via.

D: Eri accompagnata da qualcuno?

R: No, sono tornata a casa da sola, in macchina

Arrivata a casa ero stanchissima, ma seduta sul divano mi sono scese le lacrime perché mi sono resa conto di quello che stavo facendo.

Dopo 24 ore si poteva calibrare. Infatti alle 12.30 del 2 marzo ho fatto la prima calibrazione e successivamente altre tre ogni 2/3 ore.

Dopo due giorni ho tolto il cerotto ed ho trovato un piccolo ematoma che si sta riassorbendo I primi due giorni il sensore non mi esaltava, forse proprio per colpa di quel piccolo ematoma,  ora invece ne sono entusiasta. La differenza con il glucometro è al massimo di 10 punti. Fantastico!!!

D: E adesso?.

R: Devo inviare i dati ogni settimana a Padova e lo faccio attraverso la applicazione

D: Come ti senti?

R: Mi sembra di non averlo addosso non fosse per il trasmettitore, che però puoi togliere e questo è importante perchè non rischi di perderlo come con i sensori tradizionali. Io lo tolgo tutte le sere per fare la doccia, poi lo rimetto.

Non avere un ricevitore, ma vedere le glicemie al cellulare é comodissimo. Se ti allontani dal cellulare il trasmettitore vibra lo stesso e quando impari a conoscere le vibrazioni sei a posto.
Ho provato altri due tipi di sensori nella mia vita, ma ogni volta che lo mettevo avevo comunque l'ansia di capire se fosse tarato. Questo se è allineato sei a posto per tre mesi. Poter togliere il trasmettitore è comdissimo.

Faccio comunque tantissime glicemie al giorno che scrivo nella app in modo che i medici possano fare un incrocio di dati. Questo non è da protocollo, ma io sono una paziente precisa su queste cose e voglio valutare bene uno strumento per poi consigliarlo ai miei amici. Per questo ho deciso di parlare dopo oltre una settimana, in accordo con la dr Bruttomesso: cosa avrei potuto dire prima?

D: So che sei impegnata anche con il trial sul Pancreas Artificiale., come farai a gestire 2 test?

R: Il nuovo trial  dovrebbe partire a luglio e questo lo toglieremo i primi di giugno, quindi, nessuna interferenza.  Tra l'altro posso anticipare che uno dei prossimi trial sarà fatto con Eversense.

 

Grazie Manuela, magari a fine test ci darai impressioni più complete di Eversense.

 

 

 

 

La dr Daniela Bruttomesso inserisce il piccolissimo sensore nel braccio di Manuela.

Una bella immagine di Manuela e la dr Bruttomesso con la sua equipe "in rosa": soddisfatte e fiduciose.

 

 

 

 

 

1) Manuela Bertaggia è nata a Chioggia (Ve) e vive a Rosolina. E’ diventata diabetic a 31 anni, nel 2001.

Dal 2002 è impegnata nell’associazionismo con l’Associazione Diabetici di Chioggia (affiliata FAND)

Dal 2007 è diabetico guida

Dal 2012 è Consigliere nazionale FAND

Dal 2013 partecipa al Trial sul Pancreas Artificiale in corso a Padova.

 

 

 

 

 

di Daniela D'Onofrio