Home » Ricerca » Diabete. Da Boehringer Ingelheim e Efsd 2,5 milioni per la ricerca
 
Diabete. Da Boehringer Ingelheim e Efsd 2,5 milioni per la ricerca PDF Stampa E-mail
Mercoledì 14 Settembre 2011 12:35

Circa 285 milioni di persone soffrono di diabete nel mondo. Il diabete di tipo 2 è il più diffuso con una percentuale stimata pari al 90% di tutti i casi. Numeri importanti, che rendono necessario un impegno immediato e importante da parte della ricerca in questo campo. Per stimolare ed accelerare la ricerca in Europa e favorire nuovi progetti per far progredire l’attuale conoscenza della malattia, Boehringer Ingelheim e la Fondazione Europea per lo Studio del Diabete (Efsd) hanno annunciato una nuova partnership che stabilisce un programma di contributo alla ricerca per 2,5 milioni di euro per i prossimi tre anni, a favore della ricerca sul diabete.
Il programma di finanziamento si concentra su due aree di interesse: progetti di ricerca pre-clinica volti all'approfondimento delle funzioni dei peptidi non-insulinici secreti dal pancreas e di ruoli, funzionalità e meccanismi delle cellule pancreatiche non-beta; e attività di ricerca clinica che valutino i meccanismi che correlano la disfunzione renale con la patologia cardivascolare nel diabete di tipo 2.
“La Fondazione Europea per lo Studio del Diabete è fiera di poter realizzare questa importante collaborazione con Boehringer Ingelheim. Spero che questa cooperazione suggerisca a governi ed industria di aumentare i propri contributi alla ricerca nel diabete”, ha commentato Ulf Smith, presidente dell’Easd (Associazione Europea per lo Studio del Diabete ) e dell’Efsd,.
Singole organizzazioni senza scopo di lucro o gruppi di esse sono invitati a presentare le proprie domande che saranno valutate a livello scientifico da un comitato specializzato ed indipendente di esperti.
I ricercatori interessati a ricevere un finanziamento possono scaricare il modulo di domanda sul sito www.EuropeanDiabetsFoundation.org
Le domande possono essere presentate da gennaio 2012 ad aprile 2012.

 

da quotidianosanità.it